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Edo

16 - 21 luglio 2004
Appuntamento a Genova

Ti aspettiamo per:

- la mostra-evento "La menzogna" - un percorso di riflessione su verità, menzogna, giustizia
- dibatti, incontri, conferenze stampa per fare verità e memoria
- presentazione di nuovi progetti di solidarietà
- lunedì 19 luglio, un Concerto con Ska-p, Meganoidi, Banda Bassotti, Desastre
- martedì 20 luglio, musica e intrattenimenti in Piazza Alimonda e a sera la rappresentazione teatrale "Archivi&Azione - Il dibattimento negato", regia di Giorgio Scaramuzzino con gli attori dell'Archivolto.

e tante altre iniziative!

Guarda tutte le Iniziative!


26 giugno: inizia l'udienza preliminare per le violenze della Diaz

Il 26 giugno inizia l'udienza preliminare a carico di 29 funzionari e agenti di polizia ritenuti responsabili delle violenze commesse il 21 luglio 2001 nella scuola Diaz; essi sono accusati dei reati di lesioni volontarie, calunnia, falso. Altri agenti sono accusati di differenti reati in relazione all'irruzione compiuta in contemporanea nella scuola Pascoli.

http://www.veritagiustizia.it/comunicati_stampa/
il_26_giugno_inizia_ludienza_preliminare.php


MAI PIÙ COME AL G8

PETIZIONE POPOLARE ai sensi dell'art. 50 della Costituzione Italiana

Promossa da: Comitato Verità e Giustizia per Genova, Comitato Piazza Carlo Giuliani e Arci

I sottoscritti si rivolgono con la presente petizione popolare, promossa ai sensi dell'art. 50 della Costituzione della Repubblica Italiana, ai Presidenti di Camera e Senato, affinché garantiscano interventi normativi volti a:

- istituire una Commissione di inchiesta parlamentare che faccia luce sulle modalità complessive della gestione dell'ordine pubblico durante il Vertice G8 di Genova e del Global Forum di Napoli, ove si è assistito ad una vera e propria sospensione dei diritti fondamentali (libertà di espressione, di circolazione, del diritto di difesa, e dell'integrità fisica di migliaia di manifestanti), duramente condannata da Amnesty International e dallo stesso Parlamento Europeo nelle Risoluzione sui Diritti Fondamentali nell'Unione Europea del 2001 e del 2003;

- consentire l'identificazione del personale delle forze dell'ordine in servizio di ordine pubblico, stabilendo l'obbligo di utilizzare codici identificativi sulle uniformi;

- programmare un costante aggiornamento professionale delle forze dell'ordine ed attività didattiche finalizzate a promuovere i principi della nonviolenza, una coscienza civica e una deontologia professionale conformi alle loro funzioni difensive e nonviolente;

- escludere l'utilizzo, nei servizi di ordine pubblico e comunque dalla dotazione del personale delle forze dell'ordine, di sostanze chimiche ed incapacitanti, delle quali sia accertata la dannosità e gli effetti irreversibili per la salute umana; nonché disporre una moratoria nell'utilizzo dei GAS CS, fino a che non ne sia scientificamente definito il rischio per la salute dei lavoratori delle forze dell'ordine e della cittadinanza;

- adeguare il nostro ordinamento alle convenzioni internazionali in materia di diritti umani introducendo il reato di tortura.

Chi vuole aiutarci a sottoscrivere questo appello, può compilare l'adesione on-line collegandosi al sito http://www.veritagiustizia.it/docs/petizione.php oppure può stampare il testo e il modulo (qui in un formato comodo da stampare Petizione.pdf) in modalità fronte/retro e inviare per posta all'indirizzo:

COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA, via San Luca 15/7 - 16124 Genova - Fax (+39) 010.2461413

APPELLO

Il 2 Marzo prossimo saranno processati a Genova 26 manifestanti tra i molti che hanno partecipato al contro G8 del 2001. Alcuni di loro hanno tirato sassi contro le vetrine.
Alcuni stavano a guardare.
Alcuni hanno tirato sassi contro le forze dell’ordine.
Tre erano in piazza Alimonda, come Carlo.
Tutti devono rispondere di devastazione e saccheggio, e per questa imputazione rischiano svariati anni di carcere. Abbiamo visto i filmati che riprendono nelle piazze e nelle strade di Genova carabinieri, poliziotti, guardia di finanza mentre manganellano, feriscono, prendono a calci, rompono braccia, gambe, denti, mascelle, teste di manifestanti inermi: nessuno di loro è indagato; solo “quelli” della Diaz e di Bolzaneto (ma non tutti, date le difficoltà di riconoscimento) saranno chiamati a rispondere di qualcosa, ma intanto si parla di trasferire il procedimento a Torino, quindi di ricominciare tutto daccapo, con altri viaggi, altre difficoltà per chi ha sporto denuncia.
Non credo sia nostro compito giudicare le singole azioni degli uni o degli altri. Il problema sta a monte, nella responsabilità politica e nella gestione dell’ordine pubblico. Il problema è che, da parte della magistratura e dell’informazione, non si è mai voluto prendere in esame la dinamica complessiva degli “incidenti” di quelle due giornate: la teoria secondo la quale le violenze dei manifestanti hanno provocato le “esagerazioni” da parte delle forze dell’ordine è totalmente falsa, lo sappiamo ma nessuno lo dice.
In quei giorni sono state compiute ingiustizie insopportabili.
Staremo in silenzio mentre se ne compiono altre?
Staremo in silenzio mentre dei ragazzi verranno buttati in galera come delinquenti o terroristi?
E cosa diremo poi agli altri, a tutti quei giovani che vogliono credere nella giustizia?
La mamma di Carlo

Ai 300.000 di Genova,
ai portavoce del Genoa Social Forum,
a tutti i democratici


Il 2 marzo comincia il processo contro 26 manifestanti. Sono accusati per episodi diversi ma a tutti viene contestato un reato gravissimo che si chiama “devastazione e saccheggio”. Comporta una pena minima di otto anni. Otto anni. Più di quanti se ne infliggano normalmente a uno stupratore. Non crediamo che sia compito nostro giudicare le singole azioni degli uni e degli altri. Ma è compito nostro impedire che si arrivi a una sentenza esemplare, con pene altissime, sproporzionate rispetto agli stessi episodi che il dibattimento dovrà dimostrare, e un gruppo di persone sbattute in galera per coprire le responsabilità politiche e operative di chi gestì l’ordine pubblico nei giorni del G8.
Per queste ragioni vi chiediamo di venire a Genova il 28 e 29 febbraio e il 2 marzo, per le iniziative organizzate dai nostri comitati. E’ qualcosa che vi riguarda. Vi chiediamo di portare a Genova la memoria di quei giorni, il racconto di ciò che avete fatto, visto, subìto, delle scelte che avete compiuto; vi chiediamo di portare a Genova la vostra indignazione per le ingiustizie compiute in quei giorni e la vostra voglia di battervi affinché la verità sia rispettata nei tribunali e nella società.
Nel fine settimana porteremo in piazza tutta la storia del G8: la Diaz, Bolzaneto, Forte San Giuliano, piazza Alimonda, l’assalto al corteo in via Tolemaide, le aggressioni a piazza Manin e in corso Italia. Parleremo dei diritti civili, di una petizione per migliorare le leggi dello Stato. Il 2 marzo ci piacerebbe attraversare Genova con la “carovana di pace” che il 20 marzo raggiungerà Roma. Ci piacerebbe che la carovana, prima di arrivare a piazza De Ferrari, passasse dalla caserma di Bolzaneto, davanti alla scuola Diaz, in piazza Alimonda. Sono alcuni dei luoghi del G8: vi sono accadute cose che hanno indignato il mondo e che non devono accadere in un mondo di pace e di giustizia.
Vorremmo vivere queste tre giornate con la forza delle nostre ragioni, senza esporci alla minima provocazione, senza rischiare contatti con chi probabilmente farà in modo di blindare la città. Non ci interessano, perché non ci convincono: abbiamo il vantaggio di non avere nulla da nascondere e molto, moltissimo da dire.
Vi aspettiamo.
Haidi Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani
Lorenzo Guadagnucci, Comitato Verità e Giustizia per Genova



Piazza Alimonda: niente da archiviare.
La ricostruzione, le immagini, i filmati e le controinchieste che smentiscono le conclusioni di PM e GIP sui fatti di Piazza Alimonda


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Dove si spiega, senza ombra di dubbio, perché è impossibile che il proiettile colpisca il sasso e ne venga deviato" - gin{

ASSI NELLE MANICHE NERE: un profilo dei periti che hanno preparato la tomba alla verità su Genova-G8.

 
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