G8: L'ORDINANZA, PUNIRE ANCHE LA "COMPARTECIPAZIONE PSICHICA"

ROMA - Tra i no global indagati a piede libero non ci sono soltanto i presunti autori di episodi minori di violenza, ma anche chi dal punto di vista psicologico avrebbe dato manforte ai manifestanti violenti. Lo precisa il GIP a pagina 53 dell'ordinanza di custodia cautelare. "Compartecipazione psichica", così la si definisce dal punto di vista giuridico: "trattasi - spiega il magistrato - di una forma di concorso nel reato che non presenta molte varietà, verificandosi nella fase di ideazione nel reato: in essa si individuano due forme, quella del determinatore che fa sorgere in altri un proposito criminoso che prima non esisteva; e quella dell'istigatore che si limita a rafforzare in un'altra persona un proposito crimonoso in essa già esistente, avendo peraltro di mira un determinato delitto e costituendo tale partecipazione morale, sotto il profilo oggettivo, una concausa efficiente adeguata (come nel caso di colui che, promettendo un'attività di aiuto da svolgersi dopo la commissione di una rapina, consapevolemente istiga o rafforza l'attività del terzo, con rilevanza dunque casuale rispetto alla rapina, nella quale moralmente concorre)".
Per quanto riguarda gli indagati, dunque, secondo il GIP Daloiso, "appare indubbio che devono rispondere di devastazione non solo coloro che hanno posto in essere condotte materiali di danneggiamento e incendio, ma anche le persone che pur senza avere materialmente concorso in tale attività, ne hanno agevolato l'esecuzione con il porre in essere condotte rafforzatrici dell'altrui proposito crimonoso, sia sotto il profilo dell'agevolazione alla commissione materiale dei danneggiamenti con gravissime condotte di resistenza volte ad impedire l'intervento delle forze dell'ordine, che coloro che con la loro sola presenza sul teatro degli scontri, in gruppo con gli elementi più violenti, ne rafforzavano i propositi con condotte di incitamento di per sè non integranti fattispecie delittuose, ma tuttavia concorrenti nell'altrui determinazione sotto il profilo morale del rafforzamento del proposito criminoso in atto, con la costituzione di gruppi compatti che esprimevano la comune volontà di portare indiscriminate distruzioni con la consapevolezza della messa in pericolo dell'ordine pubblico posta in essere dal complesso dei loro comportamenti".

(Agis Cro, 04 dicembre 2002)

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