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» IL PROCESSO A CARICO DEI MANIFESTANTI: I 25 + 1
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È il primo processo che si è aperto a Genova in seguito ai fatti del luglio 2001.
All'alba del 4 dicembre 2002, su mandato della magistratura genovese, vengono indagate 23 persone in diverse città italiane (Genova, La Spezia, Parma, Milano, Pavia, Lecco, Bergamo, Brescia, Padova, Rovigo, Firenze, Roma, Napoli, Avellino, Reggio Calabria, Palermo, Ragusa, Messina e Catania) e vengono effettuate 45 perquisizioni.
Il GIP Elena Daloisio ordina i provvedimenti di custodia cautelare in carcere per 9 dei 23 indagati (altri quattro sono di arresti domiciliari, sei obblighi di dimora e quattro obblighi di presentazione all'autorità giudiziaria), provvedimenti assunti a distanza di un anno e mezzo dai fatti. Il tutto all'indomani della scarcerazione degli attivisti arrestati il 14 novembre scorso su ordine della procura di Cosenza.
Le accuse sono di devastazione e saccheggio (reati che prevedono pene da 8 e 15 anni), incendio, fabbricazione, porto e detenzione di materiale esplosivo, porto e detenzione di arma impropria, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Non sono contestati reati associativi, ma compare la teoria della "compartecipazione psichica".

  • "G8: L'ordinanza, punire anche la "compartecipazione psichica"" Agis (04 dicembre 2002)

    Le indagini dei PM genovesi, Anna Canepa e Andrea Canciani, proseguono (incluse intercettazioni in carcere) fino a giugno 2003 quando viene richiesto il rinvio a giudizio per 26 manifestanti e viene fissata l'udienza preliminare a dicembre 2003, poi rinviata al 02 marzo 2004.
    Le udienze si aprono in data 02 marzo 2004 con alcune questioni preliminari. Alcuni difensori degli imputati chiedono lo spostamento del processo in una sede differente da Genova, considerata pregiudizievole per la serenità del giudizio in quanto prevenuta rispetto ai manifestanti (gli avvocati ricordano tra l'altro che durante l'apertura dell'anno giudiziario il Procuratore capo di Genova aveva espresso stupore per il fatto che siano solo 26 i manifestanti indagati); il Collegio Giudicante tuttavia sceglie di non sospendere l'udienza in attesa della sentenza di Cassazione e quindi di continuare il processo. Vengono proposte altre questioni preliminari fra cui il difetto di notifica al secondo difensore di un imputato, che viene quindi stralciato e verrà giudicato in separato procedimento. I 26 diventano 25+1.
    Nell'udienza del 09 marzo 2004 Filippo Cavataio si costituisce parte civile contro i manifestanti (http://www.globalproject.info/art-324.html).
    Le udienze si svolgono da allora con cadenza settimanale: riassunti e registrazioni sono scaricabili da:
    http://www.globalproject.info/art-340.html e https://supportolegale.org

    RIPORTIAMO QUI I RIASSUNTI DELLE UDIENZE IN CUI SI E' PARLATO DI PIAZZA ALIMONDA...

    Martedì 4 ottobre 2005 La sessantesima udienza
    Assente, ancora una volta, uno degli ufficiali dei Carabinieri, protagonista dei fatti di Piazza Alimonda: Giovanni Truglio, all'epoca dei fatti tenente colonnello e comandante dei CCIR (compagnia di contenimento e intervento risolutivo, creata ad hoc per il G8 e poi sciolta), oggi colonnello dei carabinieri. Truglio ha presentato certificato medico a giustificazione della sua assenza.
    Si parte dunque dal teste Marco Salvi, consulente della procura, autore della perizia su Mario Placanica, nonché co-estensore dell'autopsia sul corpo di Carlo Giuliani. [... Continua]

  • "G8, il perito al processo ai No global "Giuliani ucciso da un colpo diretto"" La Repubblica (04 ottobre 2005)

    Martedì 27 settembre 2005 La cinquantanovesima udienza
    Mario Placanica [... Continua]

  • "G8 di Genova, Placanica testimone ma si rifuta di rispondere" L'Unità (27 settembre 2005)

    Mercoledì 21 settembre 2005 La cinquanttottesima udienza
    Claudio Cappello, attualmente maggiore dei carabinieri paracatudisti Tuscania, nel 2001 capitano della Ccir "Echo" del Battaglione Sicilia, la Compagnia di Contenimento e Intervento Risolutivo dei carabinieri impegnata in piazza Alimonda il 20 luglio del 2001. [... Continua]

    Mercoledì 11 maggio 2005 La quarantottesima udienza
    Primo teste dell'accusa è Filippo Cavataio, il carabiniere del XII Battagliane Sicilia che si trova in Piazza Alimonda a guidare il defender che trasportava Dario Raffone e Mario Placanica.
    Il vero protagonista dell'udienza di oggi è stato invece il dott. Adriano Lauro, primo dirigente di Ps a comando dell'aliquota di carabinieri coinvolti nei fatti di Piazza Alimonda. [... Continua]

    Martedì 3 maggio 2005 La quarantasettesima udienza
    Alla quarantesettesima udienza del processo a 25 manifestanti per i fatti del G8 di Genova, era atteso Mario Placanica, il carabiniere protagonista dei fatti di piazza Alimonda che hanno portato all'assassinio di Carlo Giuliani.
    Placanica però non si presenta - è assente giustificato per questioni di salute - mentre sono in aula Dario Raffone, carabiniere a bordo della Land Rover insieme a Placanica, e Giuseppe Zappia, comandante del plotone di Raffone e Placanica, il primo della compagnia CCIR Echo del XII Battaglione Sicilia. [... Continua]

    Martedì 26 aprile 2005 La quarantaseiesima udienza
    L'unico teste presente è Adriano Lauro, il funzionario che comandava i 100 cc del battaglione Sicilia comandati dal capitano Cappello protagonisti dei fatti di piazza Alimonda. Filippo Cavataio (autista del land rover di Placanica) e il colonnello Truglio (comandante delle compagnie CCIR durante il g8 di Genova) si giustificano per indisposizione. [... Continua]

    Martedì 15 marzo 2005 La quarantunesima udienza
    Nell'udienza di oggi molti testi non si sono presentati, tranne Manzi (Digos di Pavia), Sparano (uno dei capi plotone del Tuscania) e Mirante (comandante del XII battaglione Sicilia). [... Continua]

    Martedì 8 febbraio 2005 La trentasettesima udienza
    Il primo teste è Maurizio Fiorillo, vice questore aggiunto di Napoli aggregato a Genova durante i giorni del g8.
    Fiorillo è il dirigente di 100 uomini di PS che il 20 luglio sono sotto la direzione di Gaggiano e che vengono mandati a bonificare le vie laterali durante la carica dei contingenti che da piazza Verdi cercano di respingere i disobbedienti fino al Carlini. [... Continua]


    Venerdì 14 dicembre 2007 La sentenza
    Il tribunale composto da Devoto, Gatti e Realini ha emesso oggi la sentenza per il processo contro 25 manifestanti per i fatti del g8:
    Per quanto riguarda i fatti di via Tolemaide, il reato di devastazione e saccheggio è stato derubricato e la resistenza alla carica dei carabinieri è stata scriminata come reazione ad atto arbitrario e di conseguenza non costituisce reato (dalle motivazioni della sentenza, pag.403 par. 11.1 si legge: "[...] L'arbitrarietà delle condotte dei pubblici ufficiali costituisce causa di giustificazione delle condotte di resistenza ascrivibili ai privati non solo durante le prime due manovre (lo sgombero dello slargo di Corso Torino e la carica sul corteo), ma anche durante la contrapposizione nelle laterali Vie D'Invrea e Casaregis. Si deve infatti considerare come l'insieme di quelle condotte arbitrarie non ha leso soltanto beni di carattere primario quali l'incolumità e la libertà personale, ma anche i diritti di quei cittadini a riunirsi e a manifestare liberamente il proprio pensiero. In quanto previsti e garantiti dalla Carta costituzionale anche questi ultimi devono essere considerati come beni di carattere primario. Le persone che hanno reagito alle cariche ed alle percosse dei Carabinieri non hanno agito solo uti singuli ma proprio in quanto manifestanti, in un contesto di spiccata consapevolezza della portata politica della manifestazione alla quale partecipavano. Per tale motivo la concreta efficacia della causa di giustificazione in parola non può in questo caso rimanere limitata alla reazione momentanea e spazialmente circoscritta a singoli episodi, perché si è trattato di un'aggressione ingiusta portata da un numero considerevole di pubblici ufficiali ai danni di una collettività organizzata. [...]").
    Un manifestante è stato assolto.
    14 manifestanti sono stati condannati per danneggiamento per i fatti di via Tolemaide: le pene partono da 5 mesi e arrivano a 2 anni e 6 mesi (solo uno è stato condannato a 5 anni per lesioni all'autista del defender Filippo Cavataio). 10 manifestanti sono stati condannati per devastazione e saccheggio per i fatti del cosiddetto blocco nero: le pene vanno da 6 anni a 11 anni. Per 4 di loro sono stati chiesti anche 3 anni di libertà vigilata e interdizione permanente dai pubblici uffici (ovvero dopo aver scontato la pena dovranno scontare anche 3 anni di libertà vigilata).
    Per il capitano Antonio Bruno, il tenente Paolo Faedda, il Primo Dirigente Angelo Gaggiano, il Primo Dirigente Mario Mondelli è stata chiesta la trasmissione degli atti per falsa testimonianza.
    A parte il pagamento delle spese processuali e di alcune limitate provisionali, i danni patrimoniali sono stati lasciati a un successivo giudizio civile.
    Per leggere la sentenza: http://www.processig8.org/Udienza_143_25.html


    ::APPROFONDIMENTI e AGGIORNAMENTI::
    http://www.processig8.org
    https://www.supportolegale.org
    http://italy.indymedia.org/features/genova/
    http://italy.indymedia.org/news/2004/07/590669.php
    http://www.globalproject.info/gp_parola.php3?id_mot=80
    ::LE REGISTRAZIONI DELLE UDIENZE::
    http://www.globalproject.info/art-340.html

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