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1)
G8, violenze in piazza Manin indagine su quattro poliziotti
Carica sui pacifisiti: avvisi di garanzia per agenti della Celere, sequestrato un video.

Marino Bisso e Marco Preve
da La Repubblica, 28 febbraio 2005
Mentre si sta avviando a conclusione la prima causa civile per risarcimento danni del G8, prende il via anche un nuovo filone d´indagine su violenze e abusi del luglio 2001, quello per gli arresti illegali effettuati dalla polizia in piazza Manin, dove si erano radunate le varie anime del pacifismo, specie quello di matrice cattolico e quello che aderiva alla Rete Lilliput.
Nei giorni scorsi, il PM Francesco Cardona Albini ha disposto il sequestro di un video della casa di produzione Luna Rossa, e notificato quattro avvisi di garanzia ad altrettanti poliziotti del reparto mobile di Bologna: Antonio Cecere, 45 anni,vice-sovrintendente, e poi gli agenti Luciano Berretti (32), Marco Neri (30) e Simone Volpini (29), difesi dall'avvocato Gianluca Arrighi, del Foro di Roma.
Il filmato e alcune fotografie scattate il 20 luglio del 2001 dimostrano che le accuse contenute nei verbali di arresto di due studenti spagnoli sono fasulle, inventate. Ai quattro celerini vengono contestati i reati di falso, abuso e calunnia. Sostennero, infatti, che Adolfo Sesma Gonzales e Luis Alberto Lorente Garcia (assistiti dall'avvocato Emanuele Tambuscio), si scagliarono contro i reparti con molotov e spranghe.
Ma il video di Luna Rossa immortala una verità diversa. Quella di un ragazzo, Sesma, che si avvicina agli agenti e viene ammanettato, del suo amico, Lorente, che lo raggiunge per avere spiegazioni e subisce la stessa sorte. C'è anche un terzo amico, che non viene arrestato ma, a freddo e senza ragione, viene colpito da una manganellata in testa e abbandonato sul selciato.
Una scena che racchiude forse tutto il caos e la brutalità di quanto accadde in piazza Manin. Nella piazza pacifica e in festa arrivarono verso le 15 di quel pomeriggio alcune decine di black bloc reduci dal saccheggio di diversi quartieri e dall'assalto al carcere di Marassi.
La polizia decise di caricare quando i "neri" erano già passati, e così con lacrimogeni e manganelli gli agenti si accanirono su indifesi pacifisti cattolici e laici. Ed è proprio la causa civile, mossa contro la polizia da una pediatra di Trieste quel giorno tra i simpatizzanti della Rete Lilliput, che si avvia a conclusione. La donna, assistita dall'avvocato Alessandra Ballerini, per una mano rotta da una manganellata ha chiesto un risarcimento, per danni anche morali, di centomila euro.

2)
Fatti di strada
Il 3 febbraio 2005, il Tribunale di Genova ha assolto ex art. 530 1° co. c.p.p. dall'imputazione di resistenza a p.u. un manifestante del G8 di Genova, arrestato nel pomeriggio del 21 luglio 2001 nella zona incrocio Viale Brigata Bisagno-Corso Buenos Aires.
Costui a bordo di un mezzo di soccorso non ufficiale, era accusato di aver tentato di speronare un Fiat Ducato del Reparto Mobile di Roma che tentava di arrestarne la marcia in quanto lo stesso era inseguito a piedi da Agenti del Reparto Mobile di Padova che gli intimavano l'alt.
Egli quindi si dileguava, veniva inseguito e arrestato poco distante, in quanto fermatosi spontaneamente ad un posto di blocco della G.d.F. "perché si fidava di più" dei Finanzieri.
Dopo esser stato manganellato a dovere, lo stesso veniva portato a Bolzaneto (è già costituito parte civile anche per quest'ultimo processo), e successivamente tradotto nel carcere di Alessandria.
Il manifestante è stato ritenuto responsabile unicamente in ordine al reato contravvenzionale p. e p. dall'art. 4, L. n. 110/1975 (contestatogli in concorso materiale con quello di cui all'art. 337 c.p.), in quanto, a seguito della perquisizione del veicolo, era stato trovato in possesso di un taglierino che custodiva nell'autovettura ed è stato condannato alla pena di gg. 20 di arresto e di Euro40,00 di ammenda oltre alle spese processuali, con i doppi benefici. Il Giudice Unico del Tribunale D.ssa Bossi si è riservata gg. 60 per il deposito dei motivi; staremo a vedere se la Procura proporrà appello.
Intanto si prepara per l'appello contro il punto della sentenza relativa al porto abusivo di oggetto atto ad offendere, che si prescriverà tra breve.

3)
G8, Viminale condannato a risarcire due donne picchiate
Ministero dovrà pagare 28 mila euro

(ANSA) - GENOVA, 24 maggio 2005 - Per i pestaggi da parte delle forze dell'ordine contro due manifestanti del G8 genovese, una biologa e una avvocatessa, entrambi di Bologna, il ministero dell'Interno è stato condannato dal giudice civile a risarcire i danni, quantificati complessivamente in circa 28 mila euro.
Il giudice inoltre, secondo quanto pubblicato oggi dal Secolo XIX e dal Corriere mercantile, ha condannato il ministero anche a rimborsare alle ricorrenti le spese di giudizio.
I fatti risalgono al 20 luglio del 2001 quando le due donne, assieme ad altri avvocati, in qualità di "osservatori legali" parteciparono alle manifestazioni collegate al G8 organizzate in piazza Alessi, a Carignano, quartiere all'epoca compreso nella "zona gialla".
Secondo il giudice "le forze dell'ordine senza procedere a un previo controllo identificativo e neppure verificare cosa stessero facendo le due donne, le spinsero verso il muro dell'edificio d'angolo con via Santa Chiara, le spintonarono, e le attinsero con colpi di manganello, minacciandole e insultandole".
Per il "gratuito" pestaggio, secondo una perizia del medico legale, le due donne subirono anche un danno permanente di natura psichica, cioè disturbi post traumatici da stress.

::APPROFONDIMENTI e AGGIORNAMENTI::
https://www.supportolegale.org

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