Sito web ufficiale del Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s.
www.piazzacarlogiuliani.org
CHI SIAMOCOSA FACCIAMO MUSICAPER EDO DEDICATO AI NOSTRI SOSTENITORISCRIVETECI LINK

» Sei in Per non dimentiCarlo / Il film e il libro

left
Home
Iniziative / Appuntamenti
Iter giudiziario / Controinchieste
I processi di Genova
Altri processi
Per non dimentiCARLO
Per non dimenticarli
Per non dimenticare le stragi
Per non dimenticare il Bel Paese
Dediche / Citazioni
Ringraziamenti

Ultimi aggiornamenti del sito
02 luglio 2008:
Home
Iniziative luglio

GE2001: 17 artisti a finanziamento del GLF
Per linkare questo sito


























































» IL FILM E IL LIBRO
» LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE
» PIAZZA ALIMONDA
» NEL MONDO
IL FILM
IL LIBRO
BIBLIOGRAFIA DI UN GIORNO D'ESTATE


Carlo Giuliani, ragazzo

Regia: Francesca Comencini
Produzione: Luna Rossa Cinematografica
Sceneggiatura: Francesca Comencini, Luca Bigazzi
Montaggio: Linda Taylor
Anno: 2001
Oggi in vendita in cassetta VHS

"Una madre racconta la giornata breve di suo figlio, dall'uscita di casa in un mezzogiorno di luglio fino al proiettile del pomeriggio sparato in testa. Un'altra madre ascolta e registra voce, faccia, racconto. In mezzo a loro due scorrono le folle che invasero Genova per essere pietra d'inciampo alla riunione dei signori del mondo, per essere pietra d'angolo di una nuova casa-mondo. Il ragazzo Carlo Giuliani, figlio di Haidi, oggi è cenere.
Sua madre non maledice il giorno, l'ora, l'assassino. Parla del suo ragazzo ucciso in piazza e lo rimette in eredità a noi perchè quel figlio è nostro e resta in piazza."
(Erri De Luca)

"Carlo Giuliani, un film deviato da un sasso" di Alberto Crespi
Tratto da L'Unità (14 Giugno 2002)

Auguriamo un immenso successo a tutti i film che escono oggi in Italia, ma potendo scegliere, vorremmo che ci fosse un tutto esaurito al cinema America di Genova, a tutti gli spettacoli: è lì che esce una delle 7 copie di "Carlo Giuliani, ragazzo", il documentario di Francesca Comencini distribuito dalla Mikado.

Per la cronaca, le altre 6 sono visibili nelle seguenti sale: l'Anteo di Milano, il Tibur di Roma, l'Astra di Padova, il Modernissimo di Napoli, l'Empire di Torino e l'Azzurro di Ancona. Tra una settimana il film arriverà sicuramente anche a Firenze e a Bologna, in sale ancora da definire. Non ci sono discussioni: Carlo Giuliani, ragazzo è il film italiano più importante della stagione, proprio perché non è "solo" un film.

Innanzi tutto, è un documento decisivo anche riguardo alle recenti polemiche sulla morte di Giuliani: basta guardarlo con occhi aperti per rendersi conto di quanto siano ridicole tutte le "perizie" e le illazioni che parlano di pallottole deviate e rimbalzate qua e là (certo le pallottole sono strane: anche quella che uccise Kennedy fece un percorso a zig-zag davvero bizzarro).

Ieri la società di produzione Luna Rossa Cinematografica ha risposto in modo netto a quanti hanno parlato, per quanto concerne i materiali sul G8 girati dai registi della fondazione "Cinema del Presente", di filmati "bonificati", ovvero manipolati; la società di Mauro Berardi ha ribadito "il significativo contributo da noi dato all'accertamento di realtà troppo spesso inquinate da notizie infondate e a senso unico".

Francesca Comencini, raggiunta telefonicamente, ci ha detto di non voler aggiungere nulla a questa presa di posizione, di per sé limpida: i cineasti del gruppo, almeno in sede legale, parlano collettivamente. Ci pare una posizione giusta. Questo è un lavoro di gruppo nel quale non esistono star.

Al tempo stesso, va detto che "Carlo Giuliani, ragazzo" è un'opera fondamentale (e bellissima) proprio perché si allontana dal grande mosaico del G8 descritto da tutti i registi per isolarne una tessera, anzi: "la" tessera, quella fondamentale.

Francesca Comencini e Luca Bigazzi, qui direttore della fotografia, hanno conosciuto la mamma di Carlo Giuliani, Haidi, a Porto Alegre e hanno deciso che bisognava darle la parola. Per due motivi, che risaltano fortemente nel film. Il primo: Haidi Giuliani, dopo la morte di Carlo, ha avviato un lavoro paziente, infinito, quasi ossessivo - ma è una madre che ha perso il figlio, ha tutto il diritto di essere "ossessionata" - di ricostruzione della giornata, del percorso del ragazzo all'interno del corteo genovese fino al momento in cui viene assassinato. Il secondo: era giusto che su Carlo si dicessero alcune verità, e che fossero i parenti e gli amici, la mamma in primis, a dirle. "Si è detto che Carlo fosse un punkabestia, un disadattato - dice Haidi -; non lo era, ma anche fosse? È un motivo sufficiente per ammazzare la gente?". Così, per dare a Carlo quel che era di Carlo, Francesca Comencini ha inserito nel film una serie di poesie scritte dal ragazzo, in italiano e in latino (queste ultime, tradotte da Erri De Luca), per comporre di lui un ritratto complesso e variegato; per ribadire che era un ragazzo dolce, volitivo, intelligente, come confermano tutti gli amici che ne parlano con struggente nostalgia in una post-fazione, di circa 15 minuti, che si è aggiunta alla copia del film mostrata a Cannes (ora il film è lungo 75 minuti, una durata da lungometraggio vero).

Questa nuova struttura del film, più personale (ma non per questo meno politica), giustifica maggiormente il titolo che per altro è una citazione ben precisa: "Carlo Giuliani, ragazzo" è la scritta che da quel giorno mani ignote hanno scritto sulle targhe stradali di piazza Alimonda, il luogo di Genova, a due passi dalla stazione di Brignole, dove Carlo è caduto.

E con ciò ritorniamo al senso politico di questo film, che parte come una dolorosa confessione e si trasforma ben presto in un'indagine con colpi di scena da thriller. È impressionante la lucidità con la quale Haidi Giuliani ricostruisce, ripercorrendo le migliaia di ore girate dalle onnipresenti videocamere, la giornata del figlio; ed è impressionante il "crescendo" del film, nel quale prima si rivive il corteo dei no-global che scendeva verso il centro, e poi pian piano si rintraccia, dentro la folla, la presenza di Carlo. Chiunque, quel giorno a Genova, è stato filmato da qualcuno. Ed ecco dunque Carlo che entra nel corteo, assiste immobile a una carica della polizia, arriva in piazza Alimonda, e a un certo punto solleva quell'estintore (ma a una congrua distanza dalla jeep, si vede benissimo) e viene abbattuto.
La sequenza della morte c'è, ed è straziante. Ma forse ancor più terribile è la sequenza successiva in cui la polizia crea un cordone attorno al suo corpo senza nemmeno tentare di soccorrerlo; per non parlare dell'agghiacciante immagine (a onor del vero vista, quel giorno, anche nei tg) in cui un poliziotto accusa un manifestante di aver ucciso lui Carlo, con un sasso. "In Italia non c'è la pena di morte. Ma Carlo è stato condannato a morte, giustiziato, torturato".
Sono parole della madre, nel finale del film. Adesso vedremo se qualcuno avrà il coraggio di smentirla.



Un anno senza Carlo
di Haidi e Giuliano Giuliani
con Antonella Marrone (giornalista de l'Unità)
Baldini&Castoldi (pgg.128, euro 11,40)

Genova 20 luglio 2001: durante gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti anti G8, in piazza Alimonda, da una camionetta dei carabinieri qualcuno spara due colpi di pistola. Uno raggiunge in pieno viso Carlo Giuliani, 23 anni, e lo uccide. Carlo aveva in mano un estintore.

A distanza di un anno - un anno travagliato da polemiche politico-giudiziarie, indagini della Procura genovese e commissioni d'indagine parlamentari, depistaggi e colpi di scena - la giornalista Antonella Marrone ha incontrato Haidi e Giuliano, i genitori di Carlo, per un confronto-confessione su come è cambiata la loro vita dopo la morte del figlio. Ne è nato questo libro, una sorta di diario tra passato e presente, una trama di pensieri, ricordi e voci che si intrecciano.

Un anno senza Carlo è il cammino orgoglioso di un padre e una madre verso una verità ancora negata, un anno di lavoro e di paziente esame di foto, filmati e documenti sulle giornate di Genova. Un anno in cui la disperazione ha lasciato spazio all'impegno civile: informare (nelle scuole, assemblee sindacali, forum sociali), indignare le coscienze è diventato l'imperativo etico dei coniugi Giuliani, per "avvertire" con la loro testimonianza altri giovani e fare in modo che non si dimentichi.

Il libro, va detto, ha una forte carica di denuncia, lucida e consapevole, avanzando più di un sospetto che quel giorno maledetto chi era responsabile dell'ordine pubblico abbia voluto alzare il livello della provocazione per poter autorizzare la repressione, creando così le premesse per quella "trappola" che è diventata piazza Alimonda. Ma non c'è odio, non si urla vendetta, anzi si offre un'altissima lezione morale: il diritto ad avere giustizia va oltre il risarcimento della vittima e riguarda lo Stato di diritto (in quei giorni umiliato); se, quindi, questa tragedia può servire è solo affinché in futuro, in un Paese democratico, "nessuno si permetta di ammazzare un altro ragazzo in questo modo", e per ciò, se necessario, si può anche usare la memoria di un figlio.

"Oggi provo gioia in ogni nuovo incontro, ogni nuova amicizia o amicizia ritrovata che mi regala Carlo, da un anno, anche senza esserci più. Oggi provo dolore per tutta questa gioia che non posso condividere con lui e rabbia verso coloro che quotidianamente pianificano morti, verso coloro che ritengono una vita meno importante del Mibtel. Rabbia verso coloro (coloro e non colui) che me lo hanno ucciso e continuano a farlo. Un anno senza Carlo: un anno in cui si piange, ci si affoga nel fare, qualunque cosa pur di non pensare; in cui si pensa, tra poco la confusione finisce e lui torna a casa. Poi ricordi quel buco, e allora ti attacchi disperata al suo bacio quando ci si incontra, al suo ciao, al calore di lui addormentato sul divano e io che mi accoccolo vicino a lui. Ho vissuto 23 anni con Carlo. Quanti anni sarò costretta a vivere senza?"

Per informazioni, Ufficio Stampa:
tel. 02/58450230- 58450214 - 58450241
usta@baldini.editore.it

  • Recensione "Un anno senza Carlo" - Lello Voce



  • Untitled


    piazzacarlogiuliani@tiscali.it