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9 Maggio 1978 - 9 Maggio 2008
Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia
in occasione del Forum sociale antimafia 2008, a 30 anni dall'assassinio di Peppino Impastato


Riceviamo e pubblichiamo l'appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia al quale il Comitato Piazza Carlo Giuliani ha già aderito.

"Quest'anno il 9 maggio 2008 cadrà il trentesimo anniversario dell'omicidio di Peppino ed abbiamo deciso di organizzare a Cinisi una manifestazione nazionale contro la mafia che sancisca un momento di svolta nell'impegno contro il potere politico-mafioso.
Vi chiediamo, quindi, di leggere e diffondere l'appello scritto da Giovanni proprio per tale occasione e vi chiediamo, qualora siate d'accordo con il suo contenuto, di aderire alla manifestazione e di essere presenti a Cinisi per il prossimo Forum Sociale Antimafia che si svolgerà dall'8 all'11 maggio 2008.
Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria"

Leggi l'appello di Giovanni Impastato

Per informazioni, adesioni e contatti:

Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria
C.so Umberto 220 90045 Cinisi (Pa)
Tel. 0918666233-3341689181
email: giovannimapstato@gmail.com - web: www.peppinoimpastato.com

Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato"
Via Villa Sperlinga, 15 - Palermo
Tel. 0916259789-Fax 091348997
email: csdgi@tin.it - web: www.centroimpastato.it

IL 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI


Carissime amiche e carissimi amici,

anche quest'anno, in coincidenza con la denuncia dei redditi per il 2008, sarà possibile indicare all'Erario come destinazione del 5 per mille il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus. I fondi raccolti saranno utilizzati, in base allo statuto del Comitato, per iniziative di solidarietà internazionale, come quelle illustrate sul nostro sito (COSA FACCIAMO). Chi volesse utilizzare questa opportunità dovrà indicare nell'apposito spazio della dichiarazione (o anche semplicemente sulla copia del CUD da inviare all'Agenzia delle Entrate) il codice fiscale del Comitato, che è: 95075250100.

Non siamo ancora in grado di comunicarvi il risultato della raccolta dell'anno scorso (2007): lo attendiamo ovviamente dalla Agenzia delle Entrate, e sarà nostra cura pubblicare la relativa rendicontazione sul sito non appena sarà in nostro possesso, ricordandovi che anche l'anno scorso l'utilizzo deciso era per iniziative di solidarietà.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

Per chi compila il modello 730 o il modello Unico, compilare la scheda per la destinazione del 5 per mille:
1. immettendo i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale
2. firmando nel riquadro indicato come "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." (il primo a sinistra dei quattro che si trovano nella dichiarazione)
3. indicando in quel riquadro il codice fiscale: 95075250100

Esempio di compilazione del modulo 730

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (come si fa anche per l'8 per mille) in busta chiusa ad un ufficio postale, a uno sportello bancario o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc).

Appello: Non possiamo rimanere in silenzio e lasciare la storia di Genova solo alle aule di tribunale


16 marzo 2008
L'Unione, ormai archiviato schieramento del centrosinistra che vinse le elezioni nel 2006, proponeva nel suo programma la costituzione di una commissione parlamentare sui fatti di Genova. Il documento elettorale si spingeva oltre, obbligandosi alla "definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e trasparenza di queste attività". E' noto che questi impegni non sono stati rispettati, per il crearsi di condizioni politiche che ora non vogliamo rivangare. Appare però paradossale che essi non siano presenti oggi nelle 14 priorità della Sinistra Arcobaleno, apparendo unicamente (peraltro solo come fugace accenno) nel programma esteso, come rilevato anche dal Comitato Verità e Giustizia per Genova nella propria lettera al presidente Bertinotti. Paradossale in quanto si pensava che il nuovo soggetto politico della sinistra, grazie alla sua autonomia e non dovendo più sottostare a compromessi con forze meno interessate a tali tematiche, potesse permettersi uno slancio diverso e maggiore coraggio; al contrario abbiamo assistito ad un passo indietro.
Siamo consapevoli dei limiti imposti da una campagna elettorale inattesa e condotta inevitabilmente in tempi ristretti. Questo può spiegare - ma non giustificare - l'assenza della "questione Genova" dai punti prioritari della Sinistra Arcobaleno; contemporaneamente rileviamo che Genova non è sparita "solo" dall'agenda delle urgenze, ma in generale dalla discussione interna alla sinistra che si appresta a chiedere il voto alle prossime elezioni. E a poco serve rilevare oggi, in occasione della richiesta di condanna avanzata dai pm per 44 imputati nel processo su Bolzaneto, i commenti di alcuni esponenti della sinistra. Troppo poco: la rimozione del G8 genovese sembra un'onda lenta ma inesorabile; dopo aver attraversato il Paese ha investito pure la neonata sinistra unita.

I procedimenti giudiziari che su Genova stanno arrivando a conclusione sono sicuramente importanti, ma nulla centrano con la definizione di quelle vicende sul piano delle garanzie costituzionali e dei diritti. In Italia la magistratura è stata spesso criticata per presunte ingerenze nella politica, salvo poi delegarle una ricerca "miracolosa" della verità su questioni che la politica non sa o non vuole affrontare. Genova non fa eccezione a questa regola; anzi, ne è esempio paradigmatico. Negli ultimi mesi le voci uscite dalle aule dei tribunali sono state sempre più alte e inquietanti.
Abbiamo rivissuto l'indegna perquisizione della Diaz, le minacce e le vessazioni (fisiche e psicologiche) subite dai fermati a Bolzaneto, abbiamo visto sancita come ingiustificata la carica ai manifestanti di via Tolemaide, il ministero dell'Interno è stato condannato a risarcire alcune persone ferite negli scontri. Purtroppo sulla morte di Carlo Giuliani anche la magistratura si è uniformata alla "grande rimozione" di Genova, archiviando il procedimento, ferma restando l'attesa per il ricorso presentato dalla famiglia alla Corte Europea di Strasburgo.
Di fronte a queste voci - come detto, e nonostante i molti anni passati dal luglio 2001, sempre più forti - è stato stridente il contrasto con il silenzio opposto dalla politica, fino ad arrivare alla sensazione che persino la sinistra guardi ad altro come priorità. In questi sette anni l'abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la politica avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti nei sette anni successivi il luglio genovese.
Oltre allo stucchevole elenco dei funzionari promossi, in assoluta e trasversale continuità fra i due governi succedutisi dal 2001 ad oggi e che abbiamo più volte condannato, abbiamo assistito ad altri fatti inquietanti. Da un censimento avviato circa un anno fa, sono circa 11.500 le persone che sono oggi sottoposte a procedimento penale per lotte sociali. La casistica è piuttosto varia sia considerando le iniziative incriminate che le fattispecie penali individuate dagli inquirenti, ma esiste un filo che unisce tutte queste vicende: la volontà, inaccettabile per uno Stato Democratico, di delegare al diritto e alla magistratura penale la soluzione di problemi sociali e politici importanti e complessi. Tutto questo senza pensare a casi eclatanti, che peraltro escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell'operato delle forze dell'ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (due esempi per tutti il caso di Aldo Bianzino e quello di Marcello Lonzi). E non è certo tranquillizzante la corsa di molti partiti a candidare per le prossime elezioni esponenti delle forze di polizia, solleticando in modo acritico e populista l'ansia securitaria di settori dell'elettorato.

Nel 2001 le garanzie costituzionali furono calpestate, ma a sette anni di distanza l'eco di quelle violazioni non solleva alcun dibattito politico, riuscendo a malapena a bucare il silenzio dei media.
La Repubblica per Bolzaneto ha parlato di "girone infernale"; La Stampa di "Guantanamo italiana".
Sulla Diaz è ormai divenuta celebre la definizione dell'allora vicequestore Michelangelo Fournier: "una macelleria messicana".
Secondo Amnesty International durante il G8 2001 si è verificata "la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
Non possiamo rimanere in silenzio e lasciare la storia di Genova solo alle aule di tribunale.

Noi siamo ancora a chiedere:
- l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti avvenuti nel 2001, durante il vertice G8 di Genova (dalle cariche ai manifestanti alla morte di Carlo Giuliani, dalla Diaz a Bolzaneto) e, precedentemente, il Global Forum di Napoli;
- la definizione di regole per consentire la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine;
- il varo di una legge che preveda il reato di tortura;
- l'istituzione di un organismo "terzo" che vigili sull'operato dei corpi di polizia;
- l'aggiornamento professionale delle forze dell'ordine circa i principi della nonviolenza;
- l'impegno alla esclusione dell'utilizzo nei servizi di ordine pubblico di sostanze chimiche incapacitanti e l'impegno circa una moratoria nell'utilizzo dei GAS CS;

Ma, soprattutto, chiediamo al candidato premier della Sinistra Arcobaleno, e ai segretari dei 4 partiti coalizzatisi in essa, di dire chiaramente se queste istanze, peraltro solo sinteticamente riportate e a cui potrebbero sommarsi altre, siano ancora prioritarie per l'autodefinitasi forza unitaria della sinistra. Precisiamo che questa parola di chiarezza non la chiediamo solo oggi, né ci basterebbe venisse espressa col solo intento di recuperare una parte di potenziale elettorato, ormai disorientato e disilluso dal vostro silenzio: la chiediamo come inequivocabile scelta di campo, culturale e civile prima che politico-elettorale.
Analoga domanda la rivolgiamo a tutte le altre forze politiche che in passato si sono dette vicine a tali istanze e che, mentre si apprestano a presentarsi alla prossima tornata elettorale, sulle tematiche sopra esposte hanno scelto in questi giorni un ambiguo silenzio.

Accogliamo favorevolmente la risposta del Presidente Bertinotti alla lettera del Comitato Verità e Giustizia per Genova. Raccogliamo la disponibilità ad un incontro, da estendersi a tutte quelle realtà (partiti, associazioni, movimenti) per le quali il "caso Genova G8" va affrontato unitamente ai temi riguardanti le libertà civili, la trasparenza delle forze di polizia, il controllo democratico degli apparati di sicurezza.

Francesco "baro" Barilli (coordinatore http://www.reti-invisibili.net) e Italo Di Sabato (responsabile Osservatorio sulla Repressione PRC/SE)
Haidi Gaggio Giuliani
Enrica Bartesaghi
Lorenzo Guadagnucci
Stefania Zuccari (madre di Renato Biagetti)
Comitato Madri per Roma città aperta
Natascia Casu (figlia di Giuseppe Casu)
Maria Iannucci (Associazione Familiari e amici di Fausto e Iaio)
Patrizia Moretti (madre di Federico Aldrovandi)
Lydia Franceschi (madre di Roberto Franceschi)
Massimo Algarotti (comitato per Rumesh - Como)
Don Vitaliano Della Sala
Alessandro Bernardi - resp. movimenti PRC/SE di Bologna
Tiziano Loreti - segr. provinciale PRC/SE di Bologna
Sergio Spina - capogruppo Provincia PRC/SE di Bologna
Marzia Mascagni - segreteria provinciale PRC/SE di Bologna
Chiara Di Stefano - GC di Bologna
Agostino Giordano - coordinatore provinciale GC di Bologna
Francesca Ruocco - esecutivo nazionale GC
Rossella Giordano - segreteria provinciale PRC/SE di Bologna
Orazio Sturniolo - resp. commissione scuola PRC/SE di Bologna
Valerio Marletta - Coordinatore prov gc Catania
Pierpaolo Montalto - Prc Catania
Maurizio Grosso - Movimento braccianti
Anna Pizzo - consigliera regionale PRC Lazio
Caterina Giovinazzo (Comitato Antifascista 18 giugno Torino)
Ottominuti Associazione di promozione sociale Reggio Calabria
Danilo Barreca (Prc Reggio Calabria)
Paolo Menaldi (Rap Molise)
Luciano Rimini (Segr. circolo PRC Lamezia Terme)
Jacopo Ricciardi (Portavoce Giovani Comunisti/e La Spezia)
Marco Trotta (Carta)
Michele Citoni (giornalista, filmmaker)
Roberto Giannini - presidente ass.cult.Metrodora - Genova
Pino Commodari - collegio nazionale di garanzia - PRC -SE
Dante Bedini - membro del direttivo cgil scuola di Treviso
Caterina Nicotra

PER ADESIONI: info@reti-invisibili.net



Processo ai 25, il 14 dicembre 2007 il tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado:
110 anni di carcere in 24, 1 assoluzione.


Dieci anni per una vetrina rotta, ma zero anni per omicidio
Haidi Giuliani


La sola cosa che riesco a pensare nitidamente adesso è questa: andare a costituirmi come correa dei manifestanti contro il G8 del luglio 2001 condannati con sentenza di primo grado. Andare a costituirmi a fianco dei compagni di mio figlio Carlo, ucciso.
Giro e rigiro nella mia mente questa sentenza d'un processo mosso dall'abnorme accusa di devastazione e saccheggio. Giro e rigiro le distinzioni operate dai giudici della Corte di Genova rispetto all'impianto d'accusa proposto dai magistrati inquirenti. Giro e rigiro i riconoscimenti delle responsabilità delle forze dell'ordine, nei fatti d'allora e nelle falsificazioni successive. Ma, girando e rigirando, non riesco a scrollarmi di dosso l'insopportabile sensazione di pesantezza che mi domina ora. Una sensazione di ingiustizia: sostanziale e irriducibile.
Non riesco a vedere, in quella così "comminata", altra giustizia che una giustizia incapace di giustificarsi se non prescindendo dall'insieme dei fatti - che è il motivo, il solo, per il quale ho sostenuto, sostegno e sosterrò la battaglia per la commissione d'inchiesta parlamentare, ad oggi silurata.
Vedo tutta la mancanza, pervicace, di comprensione di quel che è avvenuto davvero. Vedo l'ingiustizia ultima di non aver voluto almeno riconoscere a tutti gli imputati d'aver subito quella che il codice stesso definisce una «provocazione grave».
Per alcuni e non per altri è stata riconosciuta la validità dell'accusa di devastazione e saccheggio, che la Procura proponeva per tutti. Ma anche fosse stato per uno solo: come si può parlare di devastazione e saccheggio da parte dei manifestanti, quando le forze dell'ordine hanno compiuto devastazione di corpi e di diritti - e saccheggio di vite?
Conosco quasi tutti gli imputati. E, ripeto, pensando soprattutto a loro, non riesco a provare altro che un sentimento di enorme ingiustizia.
Vorrei sapere a quanto saranno condannati i responsabili delle morti di Torino, delle morti di quegli operai bruciati dal sistema di sfruttamento cieco che chi è sceso nelle strade di Genova il luglio di sette anni fa denunciava.
Vorrei sapere a quanto saranno condannati i responsabili della mancanza di sicurezza sul lavoro, in tutti i luoghi di lavoro, dove in una precarietà dilagante si rischia la vita ogni giorno, ogni notte.
Cosa andremo a dire, dopo questa sentenza, ai giovani che provano giustamente rabbia di fronte alle ingiustizie di una società nella quale ormai vale unicamente il dio denaro, il dio mercato?
Lo stesso dio che solo può sostenere questa bilancia: dieci anni per una vetrina rotta, zero per una testa rotta. Zero per una vita spezzata. Non potrò accettarlo mai.

da Liberazione, 15 dicembre 2007

RISULTATO 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ANNO 2006


Carissime amiche e carissimi amici,

è di questi giorni la pubblicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate dell'elenco dei soggetti beneficiari del 5 per Mille della dichiarazione dei redditi 2006.
Siamo felici di comunicarvi che 2467 contribuenti hanno scelto il Comitato Piazza Carlo Giuliani!
Vi ricordiamo che la somma che ora attendiamo dalla Ragioneria Generale dello Stato, sarà devoluta, come avevamo indicato, a favore delle spese legali per sostenere i processi a carico dei manifestanti accusati per i fatti di Genova.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

Comunicato Stampa dell'Agenzia delle Entrate
5 per Mille 2006: Elenco alfabetico dei soggetti beneficiari con le preferenze e gli importi

http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/

OP - Genova 2001


Realizzato dalla segreteria Genoa Legal Forum, il video presenta la ricostruzione dei fatti di venerdì 20 luglio 2001 attraverso i documenti acquisiti al processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio.
Attraverso video, foto, comunicazioni radio, telefonate 113 e la registrazione audio delle udienze, viene documentato come le FFOO abbiano gestito l'ordine pubblico nel pomeriggio di venerdì tra via Tolemaide e piazza Alimonda.
La disorganizzazione, la mancanza di coordinamento, l'interruzione dei contatti con gli organizzatori dei cortei, l'approccio militare ha trasformato le strade di Genova in un teatro di guerra.
Chi ha dunque messo in crisi l'ordine pubblico a Genova?
In allegato un libretto sulla formazione delle FFOO, in particolare i CCIR protagonisti della 1° carica al corteo delle tute bianche e alla carica in via Caffa che portò all'uccisione di Carlo Giuliani.

Per richiedere il video (Costo 7 + 2 euro per le spese di spedizione):
Genoa Legal Forum
via san Luca 15/7, 16124 Genova - tel. 010 8602573
www.processig8.org - info@processig8.org

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dichiarato ricevibile il ricorso della famiglia Giuliani


Con una decisione deliberata il 6 febbraio 2007 e pubblicata il 5 marzo 2007, a seguito di un'udienza pubblica che si era tenuta il 5 dicembre 2006, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dichiarato ricevibile il ricorso che, in relazione all'uccisione di Carlo Giuliani da parte delle forze dell'ordine italiane avvenuta il 20 luglio 2001 durante il G8 di Genova, è stato presentato dalla famiglia Giuliani (il papà Giuliano, la mamma Haidi e la sorella Elena), assistita dagli avvocati Nicolò Paoletti e Alessandra Mari di Roma e Giuliano Pisapia di Milano.
La Corte Europea ha innanzitutto rigettato l'eccezione del Governo Italiano di irricevibilità del ricorso per mancato esaurimento dei rimedi interni. Il Governo aveva sostenuto che la famiglia Giuliani, prima di ricorrere alla Corte Europea, avrebbe dovuto proporre azione civile per il risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili dell'uccisione di Carlo.
La Corte Europea, basandosi sui propri precedenti in materia, ha rilevato che l'articolo 2 della Convenzione, nel caso di morte causata dalle forze dell'ordine, implica l'obbligo dello Stato di svolgere inchieste penali che possano condurre all'identificazione e se del caso alla punizione dei responsabili, obbligo, questo, che non può essere soddisfatto da una mera azione civile.
La Corte Europea ha quindi dichiarato ricevibili tutte le violazioni dedotte dalla famiglia Giuliani.
La famiglia Giuliani ha denunciato che lo Stato Italiano ha violato l'articolo 2 della Convenzione, che tutela il diritto alla vita, innanzitutto nel suo aspetto sostanziale.
Secondo la famiglia Giuliani, infatti, l'uccisione di Carlo non soltanto è avvenuta al di fuori dei requisiti previsti dalla norma convenzionale per potersi configurare legittima difesa da parte del Carabiniere che ha sparato (Mario Placanica), ma è dipesa anche dalle gravissime mancanze e difformità dagli standards internazionali che si sono avute nella specie con riferimento all'uso delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine ed alla pianificazione, organizzazione e gestione dell'ordine pubblico durante il G8 di Genova, a cominciare dal fatto che le forze dell'ordine erano dotate soltanto di pallottole letali e non di pallottole di gomma.
La famiglia Giuliani ha anche dedotto che lo Stato Italiano ha violato l'articolo 2 della Convenzione nel suo aspetto procedurale, in relazione alle difformità dagli standards procedurali internazionali che hanno contraddistinto l'inchiesta penale per l'uccisione di Carlo.
Nel ricorso è stata altresì dedotta la violazione congiunta degli articoli 2 e 3 della Convenzione nel loro aspetto sostanziale e procedurale, in relazione al trattamento disumano cui è stato sottoposto Carlo quando, ancora vivo, è stato travolto due volte dal Defender, senza che i Carabinieri gli prestassero soccorso.
Infine è stata denunciata la violazione congiunta degli articoli 2, 6 e 13 della Convenzione, perché la famiglia Giuliani non ha potuto avere un processo equo ed un rimedio interno adeguato ed effettivo che potesse porre rimedio alla violazione del diritto alla vita di Carlo.
Nel giudizio davanti alla Corte Europea la famiglia Giuliani ha anche fatto riferimento ad atti del c.d. Processo ai 25 in corso davanti al Tribunale Penale di Genova, nel quale la difesa di taluni manifestanti è svolta dall'avvocato Ezio Menzione di Pisa.
La Corte Europea deciderà con successiva sentenza il merito del ricorso.

Leggi il comunicato della Corte Europea

o vai al sito http://www.echr.coe.int/ECHR/

I PROCESSI DI GENOVA, NAPOLI, COSENZA
IL PROCESSO DI TORINO


Il processo a carico dei manifestanti: I 25 + 1
La scuola Diaz
La caserma di Bolzaneto
Violenze di strada
Altri processi genovesi


I processi per i fatti di Napoli
Il processo di Cosenza

Il processo di Torino

I PRINCIPALI ARTICOLI DELLA CONTROINCHIESTA


Il passamontagna di Carlo Giuliani accusa le forze dell'ordine: chi infierisce su Carlo morente e perché?
L'analisi di foto nuove di P.zza Alimonda (ma conosciute dai magistrati) fa emergere una sconvolgente verità: intorno alle ore 17.30 del 20 Luglio 2001, in presenza di ufficiali di grado elevato della polizia e dei carabinieri, qualcuno infierisce su Carlo Giuliani ferito invece di aiutarlo, senza sapere se sia vivo o morto. [...] E' questo orrore che si voleva coprire con l'archiviazione? Spaccare intenzionalmente la testa ad un moribondo invece di soccorrerlo è ancora reato in questo paese?

Le Pulci della Daloiso: Dove si spiega, senza ombra di dubbio, perché è impossibile che il proiettile colpisca il sasso e ne venga deviato
Andando a spulciare le quarantotto pagine dell'ordinanza con la quale la GIP Elena Daloiso dispone l'archiviazione nei confronti di Mario Placanica ci siamo imbattuti in una serie impressionante di imprecisioni e contraddizioni. Alcune, apparentemente, di poco conto, altre più significative. Ma di certo la pulce più grossa è proprio quella che riguarda il famoso sasso che avrebbe frantumato e deviato il proiettile che colpisce Carlo Giuliani. Noi diciamo che questo è IMPOSSIBILE e vi spieghiamo il perché.

Assi nelle maniche nere: un profilo dei periti che hanno preparato la tomba alla verità su Genova-G8
A cosa servono i periti? Come si diventa perito? I periti *fanno* le sentenze? 4 assi, un mazziere e una matta. Un profilo dei periti che stanno seppellendo la verità sul G8 a Genova. Una partita giudiziaria truccata e senza regole insulta il bisogno di giustizia e verità sulla morte di Carlo Giuliani, sui fatti della Diaz e sulle responsabilità politiche e militari del massacro del G8.

P.zza Alimonda: l'organigramma dei CCIR (i carabinieri d'assalto)
Chi sono davvero i CCIR? Goteborg e Genova. I rapporti con il Tuscania. Troppi comandanti, alcuni troppo giovani. La polizia che punisce. Una prima parziale analisi delle relazioni dei comandanti dei carabinieri a Genova-G8. Come sempre con nomi e cognomi.

La "bestia nera" in P.zza Alimonda: un profilo dei protagonisti
Un riassunto delle puntate precedenti. Chi da' il via ai CC in via Tolemaide? Il ruolo della *Legione straniera* e i para' dei cc a GenovaG8. La formazione dei reparti. Check Point Tolemaide? I guai della Folgore. La stampa pon pon. Il quarto uomo: il mondo e' piu' piccolo del retro di un defender. Una foto. Un'inchiesta virale.

QUESTO MESE RICORDIAMO


MAGGIO

 
  - 7 maggio 1972 - Franco Serantini
- 8 maggio 1978 - Peppino Impastato
- 15 maggio 1977 - Giorgiana Masi
- 17 maggio 1973 - Milano - La Questura
- 23 maggio 1992 - Capaci - Autostrada Palermo - Punta Raisi
- 27 maggio 1993 - Firenze - Via dei Georgofili
- 28 maggio 1974 - Brescia - Piazza della Loggia

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