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Natale 2011: I nostri auguri




La targa di Piazza Alimonda. 20 luglio 2011


Il 20 luglio è una giornata sempre molto faticosa. E' faticosa perché arriva dopo un anno di attesa, di preparativi, di tensioni, di aspettative. E' faticosa perché è una giornata di cui abbiamo sempre detto che deve essere una festa della vita... ed è faticoso anche solo dirlo. E' faticosa perché vorrei passare tra la gente come se non ci fossi, per sentire totalmente l'emozione. E' faticosa perché nello stesso tempo vorrei riuscire ad avere la forza ed il tempo di salutare tutte le persone che ogni anno tornano, o che arrivano per la prima volta, e portano il loro abbraccio, il loro affetto, il loro sguardo. E' faticosa perché corre via in fretta, dopo tanta attesa. E' faticosa, perché ripenso a quello che facevo, quel 20 di luglio... che non ero con te, che non lo sapevo cosa ti stavano facendo, e quando ti stavano ammazzando. E' faticosa perché ogni anno sono più vecchia, fratello, e non ci sei tu ad invecchiare con me.
I primi anni c'era quella scritta sulla targa di piazza Alimonda, quella che uno dei tanti tuoi amici aveva tracciato... piazza Carlo Giuliani, ragazzo.
I primi anni c'era la cancellata della chiesa piena di testimonianze. C'erano biglietti, sciarpe, fiori, striscioni, pacchetti di sigarette, cartoline, bottigliette di birra...
Poi hanno ripulito. Hanno riasfaltato, hanno lavato la targa, hanno bruciato e strappato le testimonianze dalla cancellata, che hanno anche ridipinto. Il traffico deve scorrere via, veloce.
Ma questo 20 luglio, ad un certo punto, Pierugo insieme con Alessandro, Gabriele e Paolo, sono saliti sul palco: avevano in mano una targa, una lastra di marmo bianco con il tuo nome sopra, Carlo Giuliani ragazzo.
Poi l'hanno portata nell'aiuola centrale della piazza e Pier l'ha fissata, con mani forti. Attorno tantissime persone, strette in un grande applauso.
Sono tornata il giorno dopo, c'era silenzio.
Ma nell'aiuola ora c'è quella targa. Una lastra di marmo bianco dove ci si può fermare.
Grazie a Pierugo e a Pino, che tanto l'hanno voluta; un grazie speciale ai compagni anarchici di Carrara, che hanno regalato il marmo, lo hanno lavorato e hanno inciso il tuo nome sopra; grazie ad Alessandro, a Gabriele e a Paolo che l'hanno portata.
E grazie a chi è venuto e a chi tornerà, e avrà voglia di fermarsi a guardarla.
A tutti il mio abbraccio.
Elena Giuliani



La targa di Piazza Alimonda.20 luglio 2011

Carlo Giuliani, il ribelle di Genova


CARLO GIULIANI
il ribelle di Genova


USCITA: 29 giugno 2011
16.00 euro

Francesco Barilli: sceneggiatore.
Manuel De Carli: disegnatore.
Edito da BeccoGiallo.

A 10 ANNI DAL G8 DI GENOVA, UN'INTERVISTA A FUMETTI CON HAIDI, ELENA E GIULIANO GIULIANI
A 10 anni di distanza, gli autori ripercorrono quei tragici momenti assieme ai familiari di Carlo. Non solo la cronaca di un omicidio, né una semplice contro-inchiesta: è anche - e soprattutto - il ricordo di un ragazzo nelle parole di chi lo ha cresciuto, conosciuto e amato.

Visita il sito dedicato e scarica l'anteprima: http://carlogiuliani.beccogiallo.org/)

Per sempre ragazzo.
Racconti e poesie a dieci anni dall'uccisione di Carlo Giuliani


Per sempre ragazzo

USCITA: 30 giugno 2011

Marco Tropea editore.
Racconti e poesie di Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.
Postfazione di Haidi Gaggio Giuliani.
In appendice, una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani.

Carlo privo di vita sull'asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore contro pistola. Due spari, uno fatale. Carloa terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia.
Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.
A dieci anni di distanza dal G8 di Genova 2001, trenta scrittori italiani raccontano il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia. Pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei drammatici giorni.

Gli autori, la curatrice e l'editore devolvono l'intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.

BLACK BLOCK


Titolo originale: Black block
Anno: 2011
Genere: Documentario
Durata: 76’
Regia: Carlo Augusto Bachschmidt
Produzione: Fandango
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Venezia 2011

Attraverso Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino) il film intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto a Genova nel 2001. Nel racconto corale dei protagonisti emerge la storia di Muli. Muli ripercorre i motivi per i quali ha deciso di impegnarsi nella politica, fino alla sua partecipazione alle giornate di Genova 2001, le violenze subite e la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi. È tornato affrontando il trauma subìto per trasformarlo in un’occasione con la quale trovare un riscatto morale. Attraverso la sua esperienza matura un nuovo percorso politico, riacquista la voglia di confrontarsi e lo stare insieme, e soprattutto riscopre un'altra Genova. "Dentro quella scuola non ce l'hanno fatta". La sua vita è cambiata, ma i suoi ideali sono rimasti gli stessi di allora.

Commento del regista
Nel 2001 a Genova la politica ha di fatto delegato alle Forze dell’Ordine il compito di fermare un movimento sociale che stava esplodendo in tutto il mondo. Black Block nasce dall’intenzione di raccontare come la repressione abbia controllato le vite, i desideri e le passioni di coloro che hanno vissuto in prima persona la storia di questi ultimi dieci anni, dalla nascita del movimento (Seattle) alla sua massima partecipazione (Genova). Ho voluto ripercorrere la vita del movimento attraverso 7 interviste ad alcune parti lese costituitesi al processo, che hanno vissuto l’episodio più violento mai attuato dalla polizia italiana, il blitz al complesso scolastico Diaz.

Il film sarà in edicola a partire da metà settembre.

DVD realizzati dal Comitato Piazza Carlo Giuliani


Abbiamo pubblicato due nuovi DVD su Piazza Alimonda. Scaricali dalla pagina delle Controinchieste: DVD su Piazza Alimonda

IL 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI


Carissime amiche e carissimi amici,

anche quest'anno, in coincidenza con la denuncia dei redditi per il 2009 (nella dichiarazione da farsi nel 2010 relativa all'anno fiscale 2009), sarà possibile indicare all'Erario come destinazione del 5 per mille il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus. I fondi raccolti saranno utilizzati, per le iniziative del Comitato, comprese quelle di solidarietà internazionale, come quelle illustrate sul nostro sito (COSA FACCIAMO), in base al nostro statuto.

Chi volesse utilizzare questa opportunità dovrà indicare nell'apposito spazio della dichiarazione (o anche semplicemente sulla copia del CUD da inviare all'Agenzia delle Entrate) il codice fiscale del Comitato, che è: 95075250100.

Non siamo ancora in grado di comunicarvi il risultato della raccolta dell'anno scorso (2008) nè quella relativa all'anno precedente (2007): lo attendiamo ovviamente dalla Agenzia delle Entrate, e sarà nostra cura pubblicare la relativa rendicontazione sul sito non appena sarà in nostro possesso, ricordandovi che le somme ricevute saranno utilizzate per le iniziative del Comitato.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

Per chi compila il modello 730 o il modello Unico, compilare la scheda per la destinazione del 5 per mille:
1. immettendo i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale
2. firmando nel riquadro indicato come "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." (il primo a sinistra dei quattro che si trovano nella dichiarazione)
3. indicando in quel riquadro il codice fiscale: 95075250100

Esempio di compilazione del modulo 730

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (come si fa anche per l'8 per mille) in busta chiusa ad un ufficio postale, a uno sportello bancario o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc).

RISULTATO 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ANNO 2005, 2006 e 2007


Carissime amiche e carissimi amici,

siamo felici di comunicarvi i risultati delle raccolte relative agli anni di imposta 2005, 2006 e 2007:

per l'anno 2005 abbiamo ricevuto euro 66.386,14
L'intera somma, è stata devoluta, come avevamo indicato, a favore delle spese legali per sostenere i processi a carico dei manifestanti accusati per i fatti di Genova.

per l'anno 2006 abbiamo ricevuto euro 33.635,78
Questa raccolta è stata destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

per l'anno 2007 abbiamo ricevuto euro 27.928,38
Questa raccolta sarà destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

grazie a tutte e a tutti!
Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

STRASBURGO: UNA TRISTE SENTENZA


Assolto totalmente anche lo Stato italiano, nessuna responsabilità, nessuna inadempienza, nessuna colpa. Persino ovvi i commenti che la hanno accolta da parte della destra al governo, che si è ridotta a parlare ancora di violenti e di "Genova messa a ferro e fuoco", come se non sia stata in ogni caso la conseguenza della strategia repressiva decisa a tavolino dallo stesso governo di destra insediato da poco, come se quelli che hanno rotto un po' di vetrine e di bancomat e incendiato un po' di automobili non fossero stati guidati dalle infiltrazioni dei servizi e lasciati indisturbati nelle loro scorrerie (non ne hanno fermato neppure uno per sbaglio: come mai?).
Assordante il silenzio dell'opposizione parlamentare. D'altra parte non ci sarebbe da aspettarsi molto da quelli che (leggi Violante e il rappresentante dell'Italia dei Valori) si fecero in quattro per impedire la commissione d'inchiesta al tempo del governo Prodi, e anche allora con l'aiuto dell'immancabile radicale (e si sono viste recentemente altre imprese di questa poco credibile pattuglia scelta dai dirigenti del PD). D'altra parte, alla festa genovese del PD, chi riscosse calorosi applausi è stato il neo-difensore della legalità Fini, che si è ben guardato dal ricordare che cosa faceva a Genova nel luglio 2001 nei luoghi nei quali si verificava l'applicazione della strategia decisa.
Le uniche voci si sono levate da rappresentanti della sinistra, oggi diventata extraparlamentare, forse anche per debolezze proprie, sicuramente a causa degli accordi bipartisan che produssero una legge elettorale che non ha uguali, per fortuna loro, nei paesi civili. C'è comunque una parte sana del Paese che ha espresso indignazione per la sentenza assolutoria di ogni responsabilità dello Stato italiano e solidarietà a Carlo; quella parte sana che tornerà a Genova quest'anno, che non si arrende, che continua a pretendere almeno la verità. Che ci aiuta a farlo.
Resta la triste considerazione che l'uccisione di Carlo non è stata ritenuta degna neppure di un processo, ma anche la determinazione di riuscire ad ottenere comunque un dibattimento in un'aula di tribunale, per produrre lì tutta la documentazione che conferma invece la responsabilità dello Stato, della catena di comando, delle decisioni assunte, del disordine pubblico provocato da chi avrebbe avuto invece l'obbligo di garantire ordine e rispetto dei diritti.
Il verdetto di Strasburgo non è stato affatto largamente condiviso. E' utile leggere le ragioni in base alle quali sette giudici della Grande Chambre hanno motivato il loro dissenso rispetto alla decisione assolutoria sostenuta dagli altri dieci. Se ne ricordano qui alcune.
Hanno detto che un carabiniere, giudicato dai suoi superiori non più in grado di svolgere il servizio, invece di essere sfiltrato (e c'erano in piazza camionette e persino un ambulanza per poterlo fare) è stato lasciato sulla camionetta in possesso di un'arma letale.
Hanno rilevato che l'organizzazione ha il dovere di sovrintendere alla preparazione di quelli che devono garantire l'ordine pubblico e accertarne costantemente l'attitudine.
Hanno ricordato che lo stesso carabiniere ha dichiarato in diverse occasioni di non vedere nessun aggressore davanti a sé (cosa che mette in discussione il principio della legittima difesa: se non vedeva nessuno non poteva percepire alcun pericolo immediato).
Hanno rilevato che una jeep senza grate protettive non è un mezzo da impiegare in azioni violente contro i manifestanti che potrebbero giustamente reagire. E' ciò che ha sfacciatamente dichiarato in uno dei processi genovesi (quello contro venticinque manifestanti) il capitano responsabile del reparto di carabinieri: sfacciatamente perché, pur conoscendone la presenza e avendoli visti impegnati nell'azione sconsiderata, si era ben guardato dall'allontanare i due mezzi nell'azione che precede di poco più di un minuto l'uccisione di Carlo; quella stessa azione durata per altro meno di un minuto e conclusa con una fuga precipitosa che si configura come una vera e propria trappola.
Hanno persino sottolineato che per allontanare i possibili aggressori il carabiniere avrebbe potuto sparare in aria invece di fare fuoco ad altezza d'uomo come ha fatto. Sparare in aria davvero, e non come si sono inventati quattro imbroglioni, abusivamente consulenti del pubblico ministero (ricordate, il proiettile che incontra un calcinaccio che vola nel cielo di Genova e viene deviato verso il basso sotto l'occhio di Carlo!); invenzione per altro accolta con favore dallo stesso pubblico ministero e dalla giudice per le indagini preliminari.
Sono solo alcuni punti che dimostrano come sette giudici su diciassette si siano documentati, abbiano controllato le dichiarazioni, esaminato filmati e fotografie. Cosa che si può dubitare che abbiano fatto gli altri dieci, così come non l'hanno fatto il pm e la gip che decretarono l'archiviazione dell'omicidio.
Di queste cose si dovrà riuscire a discutere in un'aula di tribunale. E di un'altra vergogna. E' accettabile che, per tentare un depistaggio (ricordate anche quel filmato: "l'hai ucciso tu, col tuo sasso"), un carabiniere spacchi la fronte di un ragazzo colpito a morte da un proiettile?
Forse, per la gentaglia della destra è accettabile anche questo. Per la dignità di un Paese che voglia pretendere di essere civile, no.
Giuliano Giuliani

I PRINCIPALI ARTICOLI DELLA CONTROINCHIESTA


Il passamontagna di Carlo Giuliani accusa le forze dell'ordine: chi infierisce su Carlo morente e perché?
L'analisi di foto nuove di P.zza Alimonda (ma conosciute dai magistrati) fa emergere una sconvolgente verità: intorno alle ore 17.30 del 20 Luglio 2001, in presenza di ufficiali di grado elevato della polizia e dei carabinieri, qualcuno infierisce su Carlo Giuliani ferito invece di aiutarlo, senza sapere se sia vivo o morto. [...] E' questo orrore che si voleva coprire con l'archiviazione? Spaccare intenzionalmente la testa ad un moribondo invece di soccorrerlo è ancora reato in questo paese?

Le Pulci della Daloiso: Dove si spiega, senza ombra di dubbio, perché è impossibile che il proiettile colpisca il sasso e ne venga deviato
Andando a spulciare le quarantotto pagine dell'ordinanza con la quale la GIP Elena Daloiso dispone l'archiviazione nei confronti di Mario Placanica ci siamo imbattuti in una serie impressionante di imprecisioni e contraddizioni. Alcune, apparentemente, di poco conto, altre più significative. Ma di certo la pulce più grossa è proprio quella che riguarda il famoso sasso che avrebbe frantumato e deviato il proiettile che colpisce Carlo Giuliani. Noi diciamo che questo è IMPOSSIBILE e vi spieghiamo il perché.

Assi nelle maniche nere: un profilo dei periti che hanno preparato la tomba alla verità su Genova-G8
A cosa servono i periti? Come si diventa perito? I periti *fanno* le sentenze? 4 assi, un mazziere e una matta. Un profilo dei periti che stanno seppellendo la verità sul G8 a Genova. Una partita giudiziaria truccata e senza regole insulta il bisogno di giustizia e verità sulla morte di Carlo Giuliani, sui fatti della Diaz e sulle responsabilità politiche e militari del massacro del G8.

P.zza Alimonda: l'organigramma dei CCIR (i carabinieri d'assalto)
Chi sono davvero i CCIR? Goteborg e Genova. I rapporti con il Tuscania. Troppi comandanti, alcuni troppo giovani. La polizia che punisce. Una prima parziale analisi delle relazioni dei comandanti dei carabinieri a Genova-G8. Come sempre con nomi e cognomi.

La "bestia nera" in P.zza Alimonda: un profilo dei protagonisti
Un riassunto delle puntate precedenti. Chi da' il via ai CC in via Tolemaide? Il ruolo della *Legione straniera* e i para' dei cc a GenovaG8. La formazione dei reparti. Check Point Tolemaide? I guai della Folgore. La stampa pon pon. Il quarto uomo: il mondo e' piu' piccolo del retro di un defender. Una foto. Un'inchiesta virale.

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