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09 novembre 2014:
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GE2001: 17 artisti a finanziamento del GLF
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COMUNICATO

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani, che è una Onlus e quindi iscritto all'albo del 5 per mille, ha fatto una donazione di 40 mila euro ad Emergency per contribuire alla apertura di un poliambulatorio nel quartiere di Ponticelli a Napoli.
Questa donazione merita un antefatto. Eccolo. Tempo fa, esattamente il 19 ottobre 2011, nel corso di una trasmissione televisiva il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, rivolse a Carlo offese pesanti. Assistiti dall'avvocato Gilberto Pagani, del Foro di Milano, i familiari e il Comitato hanno indetto una causa penale. La vicenda sembrò prendere una piega poco incoraggiante, perché il pubblico ministero incaricato di gestire la pratica, forse memore di come si erano concluse le indagini per l'omicidio di Carlo, si pronunciò per l'archiviazione. La giudice per le indagini preliminari respinse però la richiesta e la pratica passò alle competenze del GUP, giudice per le udienze preliminari. Anche in questo caso la prima udienza richiese l'intervento di un pubblico ministero, e questa volta toccò a Vittorio Ranieri Miniati, lo stesso pm che aveva seguito le tristi vicende del lager di Bolzaneto, pronunciarsi in proposito. La rapida conclusione fu il rinvio a giudizio del direttore de Il Giornale, il quale, anziché affrontare il processo e il rischio di una condanna penale (che avrebbe aggravato la sua fedina in quanto già condannato in un precedente procedimento), ha preferito offrire un risarcimento, quantificato in 35 mila euro. Poca cosa in realtà ma, come si dice, è il gesto che conta... Per questa ragione i familiari e il Comitato hanno deciso di accettare, con la soddisfazione di vedere una offesa immotivata tradotta in una iniziativa di solidarietà nei confronti di persone immigrate o che vivono in difficoltà. Siamo sicuri che Carlo avrebbe approvato.

Genova, 09.11.2014

I video e le fotografie del convegno del 19 LUGLIO 2014

I video e le fotografie del convegno "La Fortezza Europa, repressione e criminalizzazione delle lotte sociali: che fare?" tenutosi a Genova il 19 luglio scorso, sono visibili già da ora sul sito dell'Osservatorio sulla Repressione al link:

www.osservatoriorepressione.info/?p=6427

Per non dimentiCARLO
19-20 LUGLIO 2014


SABATO 19 LUGLIO ore 15.00 SALA della REGIONE – P.za De Ferrari

La Fortezza Europa, repressione e criminalizzazione delle lotte sociali: che fare?

TESTIMONIANZE E PROPOSTE CON IL CONTRIBUTO DI:

Alessandra BALLERINI consulente sportello immigrati CGIL,Terre des Hommes e avvocato di strada;
Charlie BARNAO sociologo, Università di Catanzaro;
Italo DI SABATO coordinatore Osservatorio sulla Repressione - www.osservatoriorepressione.info;
Nicoletta DOSIO insegnante, da sempre in prima linea nella lotta No Tav in Val di Susa;
Lorenzo GUADAGNUCCI giornalista, Comitato Verità e Giustizia per Genova;
Gilberto PAGANI avvocato, Presidente Legal Team Italia;
Salvatore PALIDDA sociologo, Università di Genova.

Introduce: Francesco BARILLI, coordinatore di www.reti-invisibili.net

Organizzano: Comitato Piazza Carlo Giuliani, Osservatorio sulla Repressione, Legal Team Italia


SABATO 19 LUGLIO dalle ore 10 Impianto Sportivo Cà de Rissi (via di Pino, 35) Ge-Molassana

Torneo "Carlo Giuliani 2014" per squadre di calcio a 5

Iscrizioni e accoglienza: pernondimenticarlogenova@yahoo.it

In serata la premiazione del torneo

Organizza: Centro Sociale Pinelli - www.facebook.com/csa.pinelli


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DOMENICA 20 LUGLIO dalle ore 14.30 Piazza Alimonda

PER NON DIMENTICARLO

MUSICA E INTERVENTI DAL PALCO CON:

Luca Lanzi, Alessio Lega, Marco Rovelli con Jovica Jovic, Renato Franchi e l'Orchestrina del suonatore Jones, Malasuerte FI SUD, LRB Liberdade, Kaosforcause, Pierugo&Marika

Organizza: Comitato Piazza Carlo Giuliani - www.piazzacarlogiuliani.org

Sera: cena presso il Centro Sociale Pinelli, via Fossato Cicala
Prenotazioni: pernondimenticarlogenova@yahoo.it

Scarica il programma delle giornate!

DONAZIONE DI VOLUMI ALLA BIBLIOTECA BERIO DI GENOVA


Per contribuire alla diffusione della cultura e della conoscenza, sono state donate alla Biblioteca Berio alcune grandi opere Einaudi appartenenti alla biblioteca di famiglia (fra queste i 12 volumi della Storia economica di Cambridge, i 16 volumi della Enciclopedia, i 12 volumi della Storia dell'Italia Repubblicana).
La Biblioteca ne ha dato atto con questa lettera.




IL 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI


Carissime amiche e carissimi amici,

anche quest'anno, in coincidenza con la denuncia dei redditi per il 2013 (nella dichiarazione da farsi nel 2014 relativa all'anno fiscale 2013), sarà possibile indicare all'Erario come destinazione del 5 per mille il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus. I fondi raccolti saranno utilizzati, per le iniziative del Comitato, comprese quelle di solidarietà internazionale, come quelle illustrate sul nostro sito (COSA FACCIAMO), in base al nostro statuto.

Chi volesse utilizzare questa opportunità dovrà indicare nell'apposito spazio della dichiarazione (o anche semplicemente sulla copia del CUD da inviare all'Agenzia delle Entrate) il codice fiscale del Comitato, che è: 95075250100.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

Per chi compila il modello 730 o il modello Unico, compilare la scheda per la destinazione del 5 per mille:
1. immettendo i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale
2. firmando nel riquadro indicato come "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." (il primo a sinistra dei quattro che si trovano nella dichiarazione)
3. indicando in quel riquadro il codice fiscale: 95075250100

Esempio di compilazione del modulo 730

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (come si fa anche per l'8 per mille) in busta chiusa ad un ufficio postale, a uno sportello bancario o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc).

Manifesto per un censimento delle denunce e l'amnistia per le lotte sociali


Negli ultimi mesi, fra alcune realtà sociali, politiche e di movimento, ma anche singoli compagni e avvocati, è nato un dibattito sulla necessità di lanciare una campagna politica sull'amnistia sociale e per l'abrogazione del Codice Rocco. Da tempo l'Osservatorio sulla repressione ha iniziato a effettuare un censimento sulle denuncie penali contro militanti politici e attivisti di lotte sociali. Ora abbiamo la necessità, per costruire la campagna, di un quadro quanto più possibile completo, che porterà alla creazione di un database consultabile on-line. Ad oggi sono state censite 17 mila denuncie.
Il nuovo clima di effervescenza sociale degli ultimi anni, che non ha coinvolto solo i tradizionali settori dell'attivismo politico più radicale ma anche ampie realtà popolari, ha portato a una pesante rappresaglia repressiva, come già era accaduto nei precedenti cicli di lotte. Migliaia di persone che si trovavano a combattere con la mancanza di case, la disoccupazione, l'assenza di adeguate strutture sanitarie, la decadenza della scuola, il peggioramento delle condizioni di lavoro, il saccheggio e la devastazione di interi territori in nome del profitto, sono state sottoposte a procedimenti penali o colpite da misure di polizia. Così come sono stati condannati e denunciati militanti politici che hanno partecipato alle mobilitazioni di Napoli e Genova 2001 e alle manifestazioni del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 a Roma.
Il conflitto sociale viene ridotto a mera questione di ordine pubblico. Cittadini e militanti che lottano contro le discariche, le basi militari, le grandi opere di ferro e di cemento, come terremotati, pastori, disoccupati, studenti, lavoratori, sindacalisti, occupanti di case, si trovano a fare i conti con pestaggi, denuncie e schedature di massa. Un "dispositivo" di governo che è stato portato all'estremo con l'occupazione militare della Val di Susa. Una delle conseguenze di questa gestione dell'ordine pubblico, applicato non solo alle lotte sociali ma anche ai comportamenti devianti, è il sovraffollamento delle carceri, additate dalla comunità internazionale come luoghi di afflizione dove i detenuti vivono privi delle più elementari garanzie civili e umane. Ad esse si affiancano i CIE, dove sono recluse persone private della libertà e di ogni diritto solo perché senza lavoro o permesso di permanenza in quanto migranti, e gli OPG, gli ospedali di reclusione psichiatrica più volte destinati alla chiusura, che rimangono a baluardo della volontà istituzionale di esclusione totale e emarginazione dei soggetti sociali più deboli.
Sempre più spesso dunque i magistrati dalle aule dei tribunali italiani motivano le loro accuse sulla base della pericolosità sociale dell'individuo che protesta: un diverso, un disadattato, un ribelle, a cui di volta in volta si applicano misure giuridiche straordinarie.
Accentuando la funzione repressivo-preventiva (DASPO, domicilio coatto), oppure sospendendo alcuni principi di garanzia (leggi di emergenza), fino a prevederne l'annientamento attraverso la negazione di diritti inderogabili. È ciò che alcuni giuristi denunciano come spostamento, sul piano del diritto penale, da un sistema giuridico basato sui diritti della persona a un sistema fondato prevalentemente sulla ragion di Stato.
Non è quindi un caso che dal 2001 a oggi, con l'avanzare della crisi economica e l'aumento delle lotte, si contano 11 sentenze definitive per i reati di devastazione e saccheggio, compresa quella per i fatti di Genova 2001, a cui vanno aggiunte 7 persone condannate in primo grado a 6 anni di reclusione per i fatti accaduti il 15 ottobre 2011 a Roma, mentre per la stessa manifestazione altre 18 sono ora imputate ed è in corso il processo.
Le lotte sociali hanno sempre marciato su un crinale sottile che anticipa legalità future urtando quelle presenti. Le organizzazioni della classe operaia, i movimenti sociali e i gruppi rivoluzionari hanno storicamente fatto ricorso alle campagne per l'amnistia per tutelare le proprie battaglie, salvaguardare i propri militanti, le proprie componenti sociali. Oggi sollevare il problema politico della legittimità delle lotte, anche nelle loro forme di resistenza, condurre una battaglia per la difesa e l'allargamento degli spazi di agibilità politica, può contribuire a sviluppare la solidarietà fra le varie lotte, a costruire la garanzia che possano riprodursi in futuro. Le amnistie sono un corollario del diritto di resistenza. Lanciare una campagna per l'amnistia sociale vuole dire salvaguardare l'azione collettiva e rilanciare una teoria della trasformazione, dove il conflitto, l'azione dal basso, anche nelle sue forme di rottura, di opposizione più dura, riveste una valenza positiva quale forza motrice del cambiamento.
In un'ottica riformatrice le amnistie politiche sono sempre state strumenti di governo del conflitto, un mezzo per sanare gli attriti tra costituzione legale e costituzione materiale, tra le fissità e i ritardi della prima e l'instabilità e il movimento della seconda. Sono servite a ridurre la discordanza di tempi tra conservazione e cambiamento, incidendo sulle politiche penali e rappresentando passaggi decisivi nel processo d'aggiornamento della giuridicità. È stato così per oltre un secolo, ma in Italia le ultime amnistie politiche risalgono al 1968 e al 1970.
Aprire un percorso di lotta e una vertenza per l'amnistia sociale – che copra reati, denuncie e condanne utilizzati per reprimere lotte sociali, manifestazioni, battaglie sui territori, scontri di piazza – e per un indulto che incida anche su altre tipologie di reato, associativi per esempio, può contribuire a mettere in discussione la legittimità dell'arsenale emergenziale e fungere da vettore per un percorso verso una amnistia generale slegata da quegli atteggiamenti compassionevoli e paternalisti che muovono le campagne delegate agli specialisti dell'assistenzialismo carcerario, all'associazionismo di settore, agli imprenditori della politica. Riportando l'attenzione dei movimenti verso l'esercizio di una critica radicale della società penale che preveda anche l'abolizione dell'ergastolo e della tortura dell'art. 41 bis.
Chiediamo a tutti e tutte i singoli, le realtà sociali e politiche l'adesione a questo manifesto, per iniziare un percorso comune per l'avvio della campagna per l'amnistia sociale.

A coloro che hanno a disposizione dati per il censimento chiediamo inoltre di compilare la scheda (clicca qui per scaricarla) che può essere scaricata anche dal sito www.osservatoriorepressione.info

Schede e adesioni vanno inviate a:
osservatorio.repressione@hotmail.it oppure amnistiasociale@gmail.com

Iscriviti e sostieni l'Osservatorio sulla Repressione
OSSERVATORIO sulla REPRESSIONE
Associazione di promozione sociale
www.osservatoriorepressione.info
osservatorio.repressione@hotmail.it

INCONTRI SU GENOVA 2001 (continua...)


Mentre la condizione sociale e politica del Paese sembra destinata a peggiorare giorno dopo giorno posso testimoniare che gli studenti continuano a fornirmi qualche elemento per non disperare. Ne do atto volentieri, segnalando altre assemblee molto partecipate alle quali sono stato invitato per parlare ancora di Genova 2001 e collegare all'oggi la necessità del cambiamento che allora aveva visto quella grande partecipazione violentata da una premeditata ed atroce repressione.
Al Liceo Vittorini di Milano l'introduzione è stata una presentazione in powerpoint con le dettagliate immagini e la documentazione che, smentendo la fantasiosa ricostruzione operata dai magistrati che si sono occupati della triste vicenda, hanno fatto piena luce sui fatti che hanno portato all'assassinio di Carlo. Così anche con le ragazze e i ragazzi del Liceo Galileo di Firenze, nel corso dell'assemblea che, insieme a Lorenzo Guadagnucci vittima della macelleria messicana alla Diaz, abbiamo tenuto in un cinema, data l'impossibilità dell'aula magna della scuola a contenere i 600 studenti che vi hanno partecipato.

Lo stesso collettivo che aveva proposto l'assemblea al Galileo ha voluto tenerne una anche per gli studenti del Machiavelli, assemblea che per la stessa ragione si è tenuta nel Palazzetto dello sport di Scandicci. Anche qui un numero eccezionale di presenti, domande, interventi, una emozionante partecipazione.



Posso aggiungere che questo collettivo fiorentino è molto impegnato sulle questioni sociali. Recentemente hanno occupato uno stabile comunale del centro da anni abbandonato in attesa di manutenzione, che i ragazzi, con l'aiuto di genitori e volontari hanno avviato insieme alla realizzazione di strutture legate alle diverse esigenze degli abitanti del quartiere. Insomma, la realizzazione concreta di quel principio che riconosce nell'uso razionale delle risorse e nel recupero del patrimonio urbano una strada concreta per offrire occasioni di lavoro e benessere e impedire farneticanti scempi edilizi. Una sana proposta per tante amministrazioni pubbliche spesso sorde.
Giuliano Giuliani

A PROPOSITO DEL COISP


Tutta la nostra solidarietà alla famiglia Aldrovandi e agli amici di Federico, che hanno saputo rispondere con la dignità ad altri sconosciuta alla violenza messa in atto a Ferrara dal minoritario sindacato di polizia COISP e dal signor Maccari che dice di dirigerlo.
E' del tutto condivisibile, per l'analisi condotta e per la sollecitata attenzione che dovrebbe essere data a comportamenti di settori delle forze dell'ordine, l'articolo scritto da Lorenzo Guadagnucci, che tutti conoscono come una delle vittime della macelleria messicana alla scuola Diaz, articolo al quale rimandiamo.
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4016

Possiamo aggiungere qui una notizia che può completare il quadro. Da anni il COISP, e il signor Maccari che dice di dirigerlo, insistono per poter celebrare il 20 luglio in piazza Alimonda una manifestazione dal titolo: "L'estintore come strumento di pace". L'intenzione è di impedire in quella piazza il ricordo dell'assassinio di Carlo, come avviene ogni anno. E' difficile pensare che il signor Maccari intenda riferirsi all'estintore che un carabiniere porta con sé, come è evidente nella fotografia scattata durante la fuga scomposta del reparto verso la piazza, dopo il tentato e provocatorio attacco di fianco ai manifestanti in via Tolemaide.


EMERGENZA ALLOGGI E INIZIATIVA DI SOLIDARIETA' DEL COMITATO (continua...)


Domenica scorsa, accompagnati dagli operatori dei Servizi sociali comunali, siamo andati a portare il nostro saluto alle famiglie di sfrattati ospitate nei sei appartamenti del Comune di Genova che abbiamo provveduto ad arredare e a rendere quindi abitabili, acquistando i mobili e gli elettrodomestici e provvedendo a montaggio e sistemazione con l'aiuto volontario di un po' di amiche e amici.
Il progetto ha davvero una sua credibilità, perché quella viene considerata una sistemazione temporanea, in attesa della assegnazione definitiva di un appartamento di edilizia popolare, e viene utilizzata nelle situazioni davvero emergenziali. Tant'è vero che in quei sei appartamenti hanno già trovato alloggio, nel giro di un anno e mezzo, sedici famiglie.


Se è varia l'origine delle famiglie ospitate è identico lo stato di necessità, derivante da disoccupazione, licenziamento, malattia invalidante. E si tratta di nuclei familiari con la presenza di uno o più figli, in assoluta prevalenza minori, che frequentano le scuole primarie e secondarie. Una nota che può far sperare davvero in un mondo diverso e migliore: una giovane mamma marocchina (il marito, immigrato dieci anni fa, è stato recentemente licenziato perché in esubero) frequenta l'università presso la facoltà di ingegneria. E' proprio il caso di farle i nostri migliori auguri!
Alle famiglie abbiamo consegnato, come piccolo segno della nostra amicizia, un po' di prodotti alimentari acquistati grazie ad un contributo regalatoci dalla Coop.

Giuliano Giuliani

The Summit. Genova: i 3 giorni della vergona


THE SUMMIT, il film documentario di Franco Fracassi e Massimo Lauria e distribuito da Minerva Pictures, sarà programmato a Genova presso il cinema America (via Colombo 11) in anteprima il 28 febbraio, alle ore 21.

Al termine della proiezione, incontro con il pubblico. Con gli autori, saranno presenti:

Giuliano Giuliani - padre di Carlo Giuliani.
Antonio Bruno - consigliere comunale di Genova e portavoce di Cambiare si può, oltre che membro del Comitato Verità e Giustizia per Genova. All'epoca dei fatti era membro del Genoa Social Forum, per il quale ha seguito la preparazione delle manifestazioni contro il G8.
Giovanni Mari - caposervizio al Secolo XIX. Era tra le strade di Genova nei giorni del G8.
Daniele Damiani ed Emanuela Massa - Amnesty International, Circoscrizione Liguria.
don Andrea Gallo (da confermare)



L'aggiornamento sulle sale e città dove esce il film, può essere seguito qui:
http://thesummit-ilfilm.it/le-sale.asp

E' stato presentato a Parigi
"Bello Ciao. G8, Gênes 2001"


BELLO CIAO.
G8, Gênes 2001


USCITA IN FRANCIA: 14 febbraio 2013

Francesco Barilli: sceneggiatore.
Manuel De Carli: disegnatore.
Edizioni "Les Enfants Rouges"

La traduzione in francese
del fumetto
"Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova"


A 10 ANNI DAL G8 DI GENOVA, UN'INTERVISTA A FUMETTI CON HAIDI, ELENA E GIULIANO GIULIANI
A 10 anni di distanza, gli autori ripercorrono quei tragici momenti assieme ai familiari di Carlo. Non solo la cronaca di un omicidio, né una semplice contro-inchiesta: è anche - e soprattutto - il ricordo di un ragazzo nelle parole di chi lo ha cresciuto, conosciuto e amato.

carlogiuliani.fr

INCONTRI SU GENOVA 2001 (continua...)


Nei giorni trascorsi sono stato invitato dagli studenti a due assemblee che hanno visto come al solito la partecipazione di centinaia di ragazze e ragazzi: mercoledì 30 gennaio a Milano, liceo classico Tito Livio, sabato 2 febbraio a Rieti, liceo classico Marco Terenzio Varrone, entrambi dedicati come evidenziano i nomi a personaggi rigorosamente coerenti con le materie di insegnamento.
Grande e forte l'emozione in entrambe le assemblee: giovani attenti, commossi, partecipi della ingiustizia praticata nei confronti di Carlo; stupiti dalle incredibili decisioni degli inquirenti (archiviazione motivata dallo sparo per aria, frutto dell'invenzione di inaffidabili consulenti); indignati per le atrocità commesse sulla fronte di Carlo con la pietrata inferta da un carabiniere per tentare di mettere in atto lo squallido tentativo di depistaggio ("... l'hai ucciso tu col tuo sasso"); convinti della necessità di operare un ritorno pieno alla democrazia e alla dignità di tanti, troppi corpi dello Stato.

Presenti anche alcuni professori, in entrambe le assemblee, ben consapevoli che la "materia" trattata è parte integrante di un programma finalizzato alla crescita culturale e sociale. A Rieti erano presenti, come spesso capita, anche alcuni agenti della DIGOS, per verificare, immagino, che tutto procedesse bene. Non credo proprio per prendere nota di quello che dicevo, dal momento che ripetevo, al più con parole diverse, i concetti che da undici anni mi sforzo di declinare e comunicare, o al più con qualche aggiornamento sulle malefatte che alti, in qualche caso altissimi, dirigenti delle forze dell'ordine hanno nel frattempo compiuto, sulle ingiuste e violente modalità repressive messe in atte, soprattutto nei confronti di manifestazioni studentesche.
L'invito, condiviso e apprezzato dai tanti giovani presenti, è stato ancora una volta quello di indirizzare i propri comportamenti alla difesa democratica dei diritti, sempre più messi in discussione dalle decisioni assunte a livello governativo, ispirandosi sempre e comunque alle regole scritte nella Costituzione repubblicana e ai principi della Resistenza antifascista dai quali è discesa.
Posso aggiungere, come corollario emotivo alla assemblea che si è svolta al Tito Livio di Milano, che il liceo è ospitato in un grande palazzo con esigenze di restauro, nel quale aveva sede ben più di mezzo secolo fa il liceo scientifico Vittorio Veneto, liceo nel quale ho conseguito la maturità nel lontano 1956.
Giuliano Giuliani

(nelle foto: l'assemblea al Liceo classico Marco Terenzio Varrone di Rieti e due esterni del Liceo classico Tito Livio di Milano)



Bello Ciao. G8, Gênes 2001


BELLO CIAO.
G8, Gênes 2001


USCITA IN FRANCIA: 14 febbraio 2013

Francesco Barilli: sceneggiatore.
Manuel De Carli: disegnatore.
Edizioni "Les Enfants Rouges"

La traduzione in francese del fumetto
"Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova"


A 10 ANNI DAL G8 DI GENOVA, UN'INTERVISTA A FUMETTI CON HAIDI, ELENA E GIULIANO GIULIANI
A 10 anni di distanza, gli autori ripercorrono quei tragici momenti assieme ai familiari di Carlo. Non solo la cronaca di un omicidio, né una semplice contro-inchiesta: è anche - e soprattutto - il ricordo di un ragazzo nelle parole di chi lo ha cresciuto, conosciuto e amato.

Editions "Les Enfants Rouges"
www.enfantsrouges.com)
lesenfantsrouges@free.fr

INCONTRI SU GENOVA 2001


In dicembre non sono mancate occasioni per parlare della repressione a Genova nel 2001 e della violenza omicida nei confronti di Carlo. Penso che la recente sentenza della Cassazione sulla macelleria messicana alla scuola Diaz, e anche il documentato film sulla stessa tragica vicenda, abbiano incentivato la voglia di conoscere la verità su quelle giornate, verità nascosta o contrastata dal potere e da un'informazione in molti casi indecorosa.
Fra le assemblee alla quali ho partecipato una particolare emozione, provata già tante altre volte, me la hanno procurata gli incontri con gli studenti del Liceo scientifico Pontormo di Empoli e del Liceo artistico Brera di Milano: l'aula magna piena in ogni ordine di posti nel primo caso, la palestra gremita nel secondo.
Proiezione de La trappola, relazione e poi domande, interventi, richieste di ulteriori spiegazioni. E l'espressione, anche solo con lo sguardo commosso, di tanta solidarietà.
Continuo a pensare che questa generazione ha avuto un vantaggio rispetto alla precedente: la "rete", con tutti i difetti che può avere, li ha sottratti alla disinformazione e alle sciocchezze del "grande fratello" e delle isole dei piccolissimi famosi. Insomma, li ha sottratti al condizionamento passivo della televisione.
Non è poco. Penso che queste ragazze e questi ragazzi possano contribuire davvero a migliorare la società.
Giuliano Giuliani

(nelle foto, l'assemblea al Liceo Brera di Milano)



EMERGENZA ALLOGGI E INIZIATIVA DI SOLIDARIETA’ DEL COMITATO


Il Comune di Genova ci ha inviato
"i più sentiti ringraziamenti per la fattiva collaborazione che il Comitato ha nuovamente offerto a questa Direzione Politiche della Casa del Comune di Genova per la realizzazione del progetto di contrasto alla grave emergenza abitativa.
Il vostro intervento, che ha previsto l'acquisto degli elettrodomestici (due lavatrici, due cucine, due frigoriferi) ci ha permesso di completare l'allestimento di due nuovi alloggi destinati ad accogliere famiglie svantaggiate che si trovano in condizione di grave emergenza abitativa a seguito di sfratto, offrendo loro accoglienza nel periodo di crisi in attesa di soluzione.
I due nuovi alloggi, siti in via dei Pescatori 23/3 e 23/4, si aggiungono ai sei alloggi da voi arredati completamente in via Coni Zugna e in via Lungopolcevera".



A completamento della informazione ricordiamo che a queste iniziative solidali il Comitato ha destinato circa ventimila euro, derivanti dal 5 per mille degli anni 2009 e 2010.

Case per gli sfrattati


Con una donazione di 1500 euro abbiamo acquistato gli elettrodomestici (cucina a gas, frigorifero e lavatrice) per completare l'arredamento di due appartamenti che il Comune di Genova destina provvisoriamente a famiglie di sfrattati, in attesa di una soluzione permanente. Nell'autunno dell'anno scorso con una donazione ben più consistente (circa 18.000 euro), avevamo provveduto all'arredamento completo di sei appartamenti, destinati allo stesso uso. La validità della scelta è dimostrata dal fatto che in quegli appartamenti siamo già alla terza assegnazione provvisoria, un modo concreto per affrontare il grave problema dell'emergenza abitativa, in crescita con l'aggravarsi della crisi. Si tratta di una delle iniziative di solidarietà che il Comitato Piazza Carlo Giuliani ha potuto svolgere grazie alla scelta del 5 per mille fatta da diversi contribuenti.



La solidarietà è un principio che qualcuno non riesce a comprendere. Voglio ricordare che, quando fu resa nota la notizia della prima donazione, la Padania, quotidiano della Lega, uscì il 20 ottobre 2011 con un titolone di prima pagina "Le case al Comitato Carlo Giuliani" e nel sommario "Il Comune di Genova destina gli alloggi popolari alla fondazione intitolata al no global del G8". Come se non bastasse, in terza pagina, con tanto di foto, "Giuliani ora fa l'immobiliarista" (con la i, proprietario di immobili; ancora ancora avessero scritto ammobiliarista con la a, nel senso di uno che ammobilia, arreda!) e nel sommario "Il Comune di Genova gli affida in gestione 10 appartamenti per gli sfrattati". Ovviamente abbiamo promosso una causa civile per chiedere al quotidiano la rettifica e, non avendo a ciò provveduto, un risarcimento per le offese arrecate. I tempi per le cause civili, come è noto, non sono brevi ma attendiamo pazientemente. E' certo che il buon esito produrrà nuove iniziative solidali, con l'impegno aggiunto di diffonderne il significato anche a chi appare refrattario a comprenderlo.
Giuliano Giuliani

La Biblioteca di Cavezzo


8 settembre 2012

Questa mattina sono stato a Cavezzo, il Comune del Modenese più colpito dai terremoti del maggio scorso. Nonostante la dedizione di quella gente forte sono ancora quattrocento le persone accolte nei campi di emergenza: dei settemila abitanti, oltre quattromila hanno avuto danni o sono stati costretti ad abbandonare la casa perché dichiarata inagibile.
Ben visibili gli effetti di quelle scosse terribili: al di là della recinzione discreta che ti introduce al centro storico particolarmente colpito, vedi un palazzo interamente diroccato. Era di tre piani, costruzione recente, ma il cemento armato si è sbriciolato, difficile pensare che fosse a norma. Molti edifici, a guardarli dall'esterno, sembra che abbiano saputo resistere alle scosse, ma i danni gravi sono all'interno. E' così per le scuole, per fortuna il Comune ha avuto la capacità di predisporre nuovi centri e l'anno scolastico per le elementari inizierà regolarmente.
Anche la biblioteca ha subito danni irreparabili. Ed era un patrimonio davvero singolare, oltre 50.000 volumi, una ricchezza culturale da salvaguardare. Il Comitato ha deciso subito di contribuire a questa salvaguardia, con una donazione al Comune di 10.000 euro finalizzata proprio a trovare una sistemazione per quei volumi che la pronta disponibilità della gente di Cavezzo aveva salvato dalla dispersione. La nuova biblioteca sarà ospitata in una recente struttura costruita in cemento armato (quello buono) e legno, che alle scosse ha saputo resistere. Esiste già un ottimo progetto per attrezzare lo spazio alla catalogazione dei volumi e della videoteca e all'uso sapiente e condiviso di quella ricchezza importantissima.



Da stamattina la biblioteca ha due libri in più: Carlo Giuliani, il ribelle di Genova, il fumetto davvero geniale di Francesco Barilli e Manuel De Carli, di grande capacità comunicativa sulla vicenda che ha portato all'omicidio di Carlo, e Per sempre ragazzo, la raccolta di racconti e poesie che trenta autori hanno voluto dedicare a Carlo: non si fa torto a nessuno se ricordo qui, fra gli autori, Stefano Tassinari, che un male incurabile ci ha portato via, incurante del grave danno arrecato alla già scarsa dignità culturale di questo nostro Paese. Per la videoteca, non poteva mancare La trappola, che i visitatori del sito conoscono bene: uno strumento utile per conoscere la verità e dimostrare la squallida arroganza dei mentitori di professione.
A Cavezzo ci eravamo già stati tre anni fa, quando fu intitolato al nome di Carlo un circolo di Rifondazione Comunista.

Giuliano Giuliani

10 X 100: APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA


La gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.
Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001

FIRMA ANCHE TU E AIUTA A DIFFONDERE
L'APPELLO CHE TROVI SUL SITO:
www.10x100.it

LA TARGA - ROTTA - DI PIAZZA ALIMONDA


Il 20 luglio dell'anno scorso, autorizzati dal Comune, collocammo nell'aiola centrale di Piazza Alimonda una targa in ricordo di Carlo, recante semplicemente la scritta: "20 luglio 2001, CARLO GIULIANI RAGAZZO", la stessa apparsa in quei tristi giorni sulla targa stradale e più volte riproposta nel corso delle manifestazioni in memoria. Nei giorni scorsi, per offendere ulteriormente la memoria di Carlo, la targa è stata violentemente danneggiata. L'unico commento possibile è che i soliti noti hanno dimostrato ancora una volta la vigliaccheria, la squallida arroganza e la mancanza di rispetto che li qualifica.
Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

La targa di Piazza Alimonda. 20 luglio 2011


Il 20 luglio è una giornata sempre molto faticosa. E' faticosa perché arriva dopo un anno di attesa, di preparativi, di tensioni, di aspettative. E' faticosa perché è una giornata di cui abbiamo sempre detto che deve essere una festa della vita... ed è faticoso anche solo dirlo. E' faticosa perché vorrei passare tra la gente come se non ci fossi, per sentire totalmente l'emozione. E' faticosa perché nello stesso tempo vorrei riuscire ad avere la forza ed il tempo di salutare tutte le persone che ogni anno tornano, o che arrivano per la prima volta, e portano il loro abbraccio, il loro affetto, il loro sguardo. E' faticosa perché corre via in fretta, dopo tanta attesa. E' faticosa, perché ripenso a quello che facevo, quel 20 di luglio... che non ero con te, che non lo sapevo cosa ti stavano facendo, e quando ti stavano ammazzando. E' faticosa perché ogni anno sono più vecchia, fratello, e non ci sei tu ad invecchiare con me.
I primi anni c'era quella scritta sulla targa di piazza Alimonda, quella che uno dei tanti tuoi amici aveva tracciato... piazza Carlo Giuliani, ragazzo.
I primi anni c'era la cancellata della chiesa piena di testimonianze. C'erano biglietti, sciarpe, fiori, striscioni, pacchetti di sigarette, cartoline, bottigliette di birra...
Poi hanno ripulito. Hanno riasfaltato, hanno lavato la targa, hanno bruciato e strappato le testimonianze dalla cancellata, che hanno anche ridipinto. Il traffico deve scorrere via, veloce.
Ma questo 20 luglio, ad un certo punto, Pierugo insieme con Alessandro, Gabriele e Paolo, sono saliti sul palco: avevano in mano una targa, una lastra di marmo bianco con il tuo nome sopra, Carlo Giuliani ragazzo.
Poi l'hanno portata nell'aiuola centrale della piazza e Pier l'ha fissata, con mani forti. Attorno tantissime persone, strette in un grande applauso.
Sono tornata il giorno dopo, c'era silenzio.
Ma nell'aiuola ora c'è quella targa. Una lastra di marmo bianco dove ci si può fermare.
Grazie a Pierugo e a Pino, che tanto l'hanno voluta; un grazie speciale ai compagni anarchici di Carrara, che hanno regalato il marmo, lo hanno lavorato e hanno inciso il tuo nome sopra; grazie ad Alessandro, a Gabriele e a Paolo che l'hanno portata.
E grazie a chi è venuto e a chi tornerà, e avrà voglia di fermarsi a guardarla.
A tutti il mio abbraccio.
Elena Giuliani



La targa di Piazza Alimonda.20 luglio 2011

Carlo Giuliani, il ribelle di Genova


CARLO GIULIANI
il ribelle di Genova


USCITA: 29 giugno 2011
16.00 euro

Francesco Barilli: sceneggiatore.
Manuel De Carli: disegnatore.
Edito da BeccoGiallo.

A 10 ANNI DAL G8 DI GENOVA, UN'INTERVISTA A FUMETTI CON HAIDI, ELENA E GIULIANO GIULIANI
A 10 anni di distanza, gli autori ripercorrono quei tragici momenti assieme ai familiari di Carlo. Non solo la cronaca di un omicidio, né una semplice contro-inchiesta: è anche - e soprattutto - il ricordo di un ragazzo nelle parole di chi lo ha cresciuto, conosciuto e amato.

Visita il sito dedicato e scarica l'anteprima: http://carlogiuliani.beccogiallo.org/)

Per sempre ragazzo.
Racconti e poesie a dieci anni dall'uccisione di Carlo Giuliani


Per sempre ragazzo

USCITA: 30 giugno 2011

Marco Tropea editore.
Racconti e poesie di Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.
Postfazione di Haidi Gaggio Giuliani.
In appendice, una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani.

Carlo privo di vita sull'asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore contro pistola. Due spari, uno fatale. Carloa terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia.
Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.
A dieci anni di distanza dal G8 di Genova 2001, trenta scrittori italiani raccontano il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia. Pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei drammatici giorni.

Gli autori, la curatrice e l'editore devolvono l'intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.

BLACK BLOCK


Titolo originale: Black block
Anno: 2011
Genere: Documentario
Durata: 76’
Regia: Carlo Augusto Bachschmidt
Produzione: Fandango
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Venezia 2011

Attraverso Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino) il film intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto a Genova nel 2001. Nel racconto corale dei protagonisti emerge la storia di Muli. Muli ripercorre i motivi per i quali ha deciso di impegnarsi nella politica, fino alla sua partecipazione alle giornate di Genova 2001, le violenze subite e la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi. È tornato affrontando il trauma subìto per trasformarlo in un’occasione con la quale trovare un riscatto morale. Attraverso la sua esperienza matura un nuovo percorso politico, riacquista la voglia di confrontarsi e lo stare insieme, e soprattutto riscopre un'altra Genova. "Dentro quella scuola non ce l'hanno fatta". La sua vita è cambiata, ma i suoi ideali sono rimasti gli stessi di allora.

Commento del regista
Nel 2001 a Genova la politica ha di fatto delegato alle Forze dell’Ordine il compito di fermare un movimento sociale che stava esplodendo in tutto il mondo. Black Block nasce dall’intenzione di raccontare come la repressione abbia controllato le vite, i desideri e le passioni di coloro che hanno vissuto in prima persona la storia di questi ultimi dieci anni, dalla nascita del movimento (Seattle) alla sua massima partecipazione (Genova). Ho voluto ripercorrere la vita del movimento attraverso 7 interviste ad alcune parti lese costituitesi al processo, che hanno vissuto l’episodio più violento mai attuato dalla polizia italiana, il blitz al complesso scolastico Diaz.

Il film sarà in edicola a partire da metà settembre.

DVD realizzati dal Comitato Piazza Carlo Giuliani


Abbiamo pubblicato due nuovi DVD su Piazza Alimonda. Scaricali dalla pagina delle Controinchieste: DVD su Piazza Alimonda

RISULTATO 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ANNO 2005, 2006, 2007 e 2008


Carissime amiche e carissimi amici,

siamo felici di comunicarvi i risultati delle raccolte relative agli anni di imposta 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009:

per l'anno 2005 (dichiarazione redditi 2006) abbiamo ricevuto euro 66.386,14
L'intera somma, è stata devoluta, come avevamo indicato, a favore delle spese legali per sostenere i processi a carico dei manifestanti accusati per i fatti di Genova.

per l'anno 2006 (dichiarazione redditi 2007) abbiamo ricevuto euro 33.635,78
Questa raccolta è stata destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

per l'anno 2007 (dichiarazione redditi 2008) abbiamo ricevuto euro 27.928,38
Questa raccolta è stata destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

per l'anno 2008 (dichiarazione redditi 2009) abbiamo ricevuto euro 22.312,49
Questa raccolta è stata destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

per l'anno 2009 (dichiarazione redditi 2010) abbiamo ricevuto euro 14.223,15
Questa raccolta è stata destinata, come avevamo indicato, a sostenere le iniziative del Comitato.

grazie a tutte e a tutti!
Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

STRASBURGO: UNA TRISTE SENTENZA


Assolto totalmente anche lo Stato italiano, nessuna responsabilità, nessuna inadempienza, nessuna colpa. Persino ovvi i commenti che la hanno accolta da parte della destra al governo, che si è ridotta a parlare ancora di violenti e di "Genova messa a ferro e fuoco", come se non sia stata in ogni caso la conseguenza della strategia repressiva decisa a tavolino dallo stesso governo di destra insediato da poco, come se quelli che hanno rotto un po' di vetrine e di bancomat e incendiato un po' di automobili non fossero stati guidati dalle infiltrazioni dei servizi e lasciati indisturbati nelle loro scorrerie (non ne hanno fermato neppure uno per sbaglio: come mai?).
Assordante il silenzio dell'opposizione parlamentare. D'altra parte non ci sarebbe da aspettarsi molto da quelli che (leggi Violante e il rappresentante dell'Italia dei Valori) si fecero in quattro per impedire la commissione d'inchiesta al tempo del governo Prodi, e anche allora con l'aiuto dell'immancabile radicale (e si sono viste recentemente altre imprese di questa poco credibile pattuglia scelta dai dirigenti del PD). D'altra parte, alla festa genovese del PD, chi riscosse calorosi applausi è stato il neo-difensore della legalità Fini, che si è ben guardato dal ricordare che cosa faceva a Genova nel luglio 2001 nei luoghi nei quali si verificava l'applicazione della strategia decisa.
Le uniche voci si sono levate da rappresentanti della sinistra, oggi diventata extraparlamentare, forse anche per debolezze proprie, sicuramente a causa degli accordi bipartisan che produssero una legge elettorale che non ha uguali, per fortuna loro, nei paesi civili. C'è comunque una parte sana del Paese che ha espresso indignazione per la sentenza assolutoria di ogni responsabilità dello Stato italiano e solidarietà a Carlo; quella parte sana che tornerà a Genova quest'anno, che non si arrende, che continua a pretendere almeno la verità. Che ci aiuta a farlo.
Resta la triste considerazione che l'uccisione di Carlo non è stata ritenuta degna neppure di un processo, ma anche la determinazione di riuscire ad ottenere comunque un dibattimento in un'aula di tribunale, per produrre lì tutta la documentazione che conferma invece la responsabilità dello Stato, della catena di comando, delle decisioni assunte, del disordine pubblico provocato da chi avrebbe avuto invece l'obbligo di garantire ordine e rispetto dei diritti.
Il verdetto di Strasburgo non è stato affatto largamente condiviso. E' utile leggere le ragioni in base alle quali sette giudici della Grande Chambre hanno motivato il loro dissenso rispetto alla decisione assolutoria sostenuta dagli altri dieci. Se ne ricordano qui alcune.
Hanno detto che un carabiniere, giudicato dai suoi superiori non più in grado di svolgere il servizio, invece di essere sfiltrato (e c'erano in piazza camionette e persino un ambulanza per poterlo fare) è stato lasciato sulla camionetta in possesso di un'arma letale.
Hanno rilevato che l'organizzazione ha il dovere di sovrintendere alla preparazione di quelli che devono garantire l'ordine pubblico e accertarne costantemente l'attitudine.
Hanno ricordato che lo stesso carabiniere ha dichiarato in diverse occasioni di non vedere nessun aggressore davanti a sé (cosa che mette in discussione il principio della legittima difesa: se non vedeva nessuno non poteva percepire alcun pericolo immediato).
Hanno rilevato che una jeep senza grate protettive non è un mezzo da impiegare in azioni violente contro i manifestanti che potrebbero giustamente reagire. E' ciò che ha sfacciatamente dichiarato in uno dei processi genovesi (quello contro venticinque manifestanti) il capitano responsabile del reparto di carabinieri: sfacciatamente perché, pur conoscendone la presenza e avendoli visti impegnati nell'azione sconsiderata, si era ben guardato dall'allontanare i due mezzi nell'azione che precede di poco più di un minuto l'uccisione di Carlo; quella stessa azione durata per altro meno di un minuto e conclusa con una fuga precipitosa che si configura come una vera e propria trappola.
Hanno persino sottolineato che per allontanare i possibili aggressori il carabiniere avrebbe potuto sparare in aria invece di fare fuoco ad altezza d'uomo come ha fatto. Sparare in aria davvero, e non come si sono inventati quattro imbroglioni, abusivamente consulenti del pubblico ministero (ricordate, il proiettile che incontra un calcinaccio che vola nel cielo di Genova e viene deviato verso il basso sotto l'occhio di Carlo!); invenzione per altro accolta con favore dallo stesso pubblico ministero e dalla giudice per le indagini preliminari.
Sono solo alcuni punti che dimostrano come sette giudici su diciassette si siano documentati, abbiano controllato le dichiarazioni, esaminato filmati e fotografie. Cosa che si può dubitare che abbiano fatto gli altri dieci, così come non l'hanno fatto il pm e la gip che decretarono l'archiviazione dell'omicidio.
Di queste cose si dovrà riuscire a discutere in un'aula di tribunale. E di un'altra vergogna. E' accettabile che, per tentare un depistaggio (ricordate anche quel filmato: "l'hai ucciso tu, col tuo sasso"), un carabiniere spacchi la fronte di un ragazzo colpito a morte da un proiettile?
Forse, per la gentaglia della destra è accettabile anche questo. Per la dignità di un Paese che voglia pretendere di essere civile, no.
Giuliano Giuliani

I PRINCIPALI ARTICOLI DELLA CONTROINCHIESTA


Il passamontagna di Carlo Giuliani accusa le forze dell'ordine: chi infierisce su Carlo morente e perché?
L'analisi di foto nuove di P.zza Alimonda (ma conosciute dai magistrati) fa emergere una sconvolgente verità: intorno alle ore 17.30 del 20 Luglio 2001, in presenza di ufficiali di grado elevato della polizia e dei carabinieri, qualcuno infierisce su Carlo Giuliani ferito invece di aiutarlo, senza sapere se sia vivo o morto. [...] E' questo orrore che si voleva coprire con l'archiviazione? Spaccare intenzionalmente la testa ad un moribondo invece di soccorrerlo è ancora reato in questo paese?

Le Pulci della Daloiso: Dove si spiega, senza ombra di dubbio, perché è impossibile che il proiettile colpisca il sasso e ne venga deviato
Andando a spulciare le quarantotto pagine dell'ordinanza con la quale la GIP Elena Daloiso dispone l'archiviazione nei confronti di Mario Placanica ci siamo imbattuti in una serie impressionante di imprecisioni e contraddizioni. Alcune, apparentemente, di poco conto, altre più significative. Ma di certo la pulce più grossa è proprio quella che riguarda il famoso sasso che avrebbe frantumato e deviato il proiettile che colpisce Carlo Giuliani. Noi diciamo che questo è IMPOSSIBILE e vi spieghiamo il perché.

Assi nelle maniche nere: un profilo dei periti che hanno preparato la tomba alla verità su Genova-G8
A cosa servono i periti? Come si diventa perito? I periti *fanno* le sentenze? 4 assi, un mazziere e una matta. Un profilo dei periti che stanno seppellendo la verità sul G8 a Genova. Una partita giudiziaria truccata e senza regole insulta il bisogno di giustizia e verità sulla morte di Carlo Giuliani, sui fatti della Diaz e sulle responsabilità politiche e militari del massacro del G8.

P.zza Alimonda: l'organigramma dei CCIR (i carabinieri d'assalto)
Chi sono davvero i CCIR? Goteborg e Genova. I rapporti con il Tuscania. Troppi comandanti, alcuni troppo giovani. La polizia che punisce. Una prima parziale analisi delle relazioni dei comandanti dei carabinieri a Genova-G8. Come sempre con nomi e cognomi.

La "bestia nera" in P.zza Alimonda: un profilo dei protagonisti
Un riassunto delle puntate precedenti. Chi da' il via ai CC in via Tolemaide? Il ruolo della *Legione straniera* e i para' dei cc a GenovaG8. La formazione dei reparti. Check Point Tolemaide? I guai della Folgore. La stampa pon pon. Il quarto uomo: il mondo e' piu' piccolo del retro di un defender. Una foto. Un'inchiesta virale.

QUESTO MESE RICORDIAMO


NOVEMBRE

 
  - 23 novembre 1975 - Piero Bruno

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